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Annunciazione di Antonello: una ricerca del 1907

Annununciazione di Antonello da Messina

Uno studioso messinese Gaetano La Corte-Cailler, cultore d’arte  scrisse molto su Antonello da Messina agli inizi del ‘900. Un suo articolo pubblicato su Archivio storico per la Sicilia Orientale nel 1907 e intitolato Il quadro di Antonello da Messina a Palazzolo Acreide, parla dell’Annunciazione.  La Corte-Cailler, tra i documenti inediti che egli studiò, rinvenne un atto molto importante. L’atto puntualizzava che «Antonello il 23 agosto 1474 in Messina si impegnava a dipingere per il sacerdote Giuliano Majuni, da Palazzolo Acreide un quadro di sette palmi per lato cioè metri 1, 806 con un basamento di mezzo palmo cioè m.0,128». Il quadro doveva rappresentare, l’Annunziata, l’Angelo  annunziatore e il Padre Eterno, ma anche alla base dovevano esserci alcune “Armi, forse quelle di Palazzolo”.

Annunciazione: prime fasi della ricerca sul quadro

Lo studioso Gaetano La Corte-Cailler si affrettò a chiedere, all’”Ispettore di Antichità” Gabriello Sardo, se il quadro esistesse acora. Sardo rispose che il quadro esisteva ed era posto sulla parete sinistra, accanto all’altare maggiore nella Chiesa dell’Annunziata a Palazzolo. Purtroppo il quadro non aveva la firma dell’autore e nessun documento confermava che fosse attribuito ad Antonello da Messina.

Chiesa dell'Annunziata, dove era il quadro di Antonello daMessina
Chiesa dell’Annunziata a Palazzolo dove era conservato il quadro dell’Annunciazione di Antonello da Messina

Annunciazione: descrizione del quadro

       La descrizione del quadro, da parte dell’Ispettore di Antichità Sardo, era molto particolareggiata. Questi inviava allo studioso messinese uno schizzo del quadro con accanto delle considerazioni. L’ispettore scriveva che “il quadro era in cattive condizioni, che mancava della predella con tutto il pezzo inferiore della cornice. Le misure della tavola erano 1,80×1,80 e corrispondevano a quelle dell’impegno”. Il quadro rappresentava una stanza il cui soffitto è sostenuto da due colonne con un basamento dorico, e finiscono di sopra dal collaretto fatta da un toro e da un listello con due capitelli.

Continua la descrizione

Nella stanza la luce viene da due finestre. La Madonna sta di fronte all’Angelo e sembra che abbia sospeso la lettura alla quale è assorta per la visione dell’Angelo. L’Angelo, che sta a sinistra di chi guarda il quadro, dice l’Ispettore Sardo: «ha sul volto un’espressione dolce di chi porta un affettuoso saluto. Il suo mantello color mattone, con ricami d’oro chiude il collo con un colletto alto rimboccato in avanti color bleu».

Il racconto di  Gaetano La Corte-Cailler

La scoperta provava che il vero cognome di Antonello da Messina fosse D’Antonio. Inoltre il nuovo documento rivelava che Antonello era partito per Venezia nel 1475, anziché nel 1474 come invece veniva risaputo. A metà novembre del 1474 Antonello doveva consegnare la tela al sacerdote dell’Annunziata a Palazzolo, ma i rigori dell’inverno non permisero di intraprendere un lungo viaggio. Ciòconferma che l’opera fu competatain Sicilia prima dellasua partenza. Inoltre il quadro non contiene nessun elemento artistico veneziano.

Annunciazione: Nieli artista realizza una copia
Enzo Nieli realizza una copia dell’Annunciazione di Antonello da Messina

Attribuzione al figlio

L’Annunciazione dal punto di vista artistico si rifà all’arte fiamminga, quindi, all’arte spagnola. Un dubbio rimane, quello che il quadro sia stato eseguito dal figlio di Antonello e cioè Jacobello, che completò l’opera lasciata incompleta dal padre. Inoltre c’è chi ha obiettato: «i documenti ritrovati si riferiscono al grande Antonello?». Il La Corte  risolse la questione dicendo: «La sicurezza viene dal quadro stesso. dove si nota la mano di Antonello». Il documento parla chiaro e cioè la pittura doveva essere eseguito da Antonius De Anthonio pittore della città di Messina. La pittura corrisponde appieno, riguardo lo stile alla mano di Antonello che in un altro documento si firma Antonello da Messina. Tutti i contratti pubblicati dal La Corte confermano che si tratta di un’opera del grande artista Antonello da Messina.

Annunciazione di Antonello: una ricerca del 1907 ultima modifica: 2020-07-13T09:00:00+02:00 da Luisa Itria Santoro
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