I PALAZZOLESI RACCONTANO PALAZZOLO ACREIDE

itPalazzoloAcreide

cultura noi palazzolesi

Antonino Pantano: un notaio poeta

Antonino Pantano: Villa comunLE

Tra i palazzolesi che hanno composto poesie desidero far conoscere il notaio Antonino Pantano.  Il notaio Pantano si laurea nel 1947 con una tesi in diritto costituzionale, dal titolo Costituzioni e libertà. All’esame di laurea oltre alla tesi, il laureando discute oralmente due tesine su materie diverse da quelle trattate nella tesi di laurea. Una della due tesine riguardava il diritto penale dal titolo Perché in Italia il reato di furto è punito quasi come un omicidio, l’altra concerneva il diritto pubblico-comparato su Natura del mandato parlamentare e sul diritto del cittadino a fare la rivoluzione. Sia la tesi di laurea che le due tesine suscitarono consensi e dissensi, visto il clima politico del momento.

Antonino Pantano: prima e dopo la laurea

Fin dall’agosto del 1943 il notaio aveva partecipato alla “battaglia politica nel Movimento per l’indipendenza della Sicilia”. Nel 1952 Pantano diventa notaio e già dal 1972 possiamo ritenerlo  un antesignano dell’avvento dell’informatica. Preconizzò, infatti, l’informatizzazione sia degli studi notarili che degli uffici pubblici. Possedeva una biblioteca di ottomila volumi, libri che, come lui stesso affermava, gli facevano  molta compagnia. Tanto ha amato la lettura che il notaio Pantano alla soglia dei settant’anni pubblicò un romanzo dal titolo Il conservatorio della purità-barbara” che ha per argomento come dice lui stesso “la cronaca di una mia avventura sentimentale giovanile”. Il romanzo fu pubblicato dalla casa editrice Ediprint di Siracusa(collana Vanessa).

Antonino Pantano: Ritratto giovanile di Pantano da Giuseppe Fava
Ritratto giovanile di Nino Pantano. Disegno di Giuseppe Fava del 1945

Poesie

Dopo il romanzo Pantano distribuì una raccolta di poesie, in parte scritte in gioventù. Sono undici poesie intitolate Una dozzina… scarsa. Questo titolo è provocatorio e nello stesso tempo “esplicativo e giustificativo”. “Scarsa” dovrebbe significare “una quantità inferiore a dodici”. In dialetto siciliano Scarsa significa “di poco conto, povera”, secondo il notaio “forse ciò è vero”. Le poesie sono giovanili, ma tutte rivisitate e restaurate dopo i settant’anni. Al testo vi è un ritratto giovanile eseguito, nel 1945, da Giuseppe Fava, amico fraterno del notaio Pantano e compagno di corso universitario presso la facoltà di giurisprudenza di Catania. Della raccolta fa parte la poesia dal titolo Alchimia del dolore che è stata premiata con una medaglia d’oro come primo premio al 3° Concorso Regionale di Poesia Artemide, bandito a Siracusa.

Antonino Pantano: Chiesa San Paolo
Prospetto chiesa di San Paolo

Alchimia del dolore

Spesso l’angoscia, che alberga nel mio cuore / Tende la mano alla tristezza/ che tiranneggia il mio cervello.// Ed entrambe si incontrano a metà strada,/All’altezza dei miei occhi;/Trasformandosi, miracolo di un’alchimia /Del dolore, in un fiotto di lagrime.// E qualcuna di esse, a volte/ Deviando dal suo cammino,/ Irrora le mie labbra riarse e prive di amore.// E col suo sapore, amaro di sale e di solitudine,/ Allevia e molce le ambasce del mio animo!

Antonino Pantano: un notaio poeta ultima modifica: 2020-08-26T09:00:00+02:00 da Luisa Itria Santoro
To Top