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Bimbi naturali, a Palazzolo il progetto dell’asilo nel bosco

Bimbi Naturali il progetto a Palazzolo

Un’esperienza educativa nuova, per far crescere bambini felici, sani, equilibrati, autonomi in un ambiente all’aperto, incrementare la loro autostima e buone competenze sociali ed emotive. Un progetto ambizioso ma che sta già portando dei risultati entusiasmanti. A Palazzolo dal primo settembre è stato avviato il progetto “Bimbi naturali”, una valida alternativa all’educazione tradizionale per l’infanzia. Con l’obiettivo di accompagnare i bambini dai due ai 6 anni in un percorso sano di esperienze a stretto contatto con la natura. Un progetto che a Palazzolo non esisteva e che la sua promotrice Mila Jovanovic si dice “fiera di mettere a disposizione della comunità”. Lei crede molto in questo progetto. Abbiamo pensato di intervistarla per farci raccontare come nasce questa iniziativa e soprattutto a chi è rivolta.

Il laboratorio di Arpa al progetto bimbi naturali
Lucia Basile durante il laboratorio di arpaterapia

Bimbi naturali, come nasce il vostro progetto

“Era in incubazione già da 12 anni da quando ero incinta del mio primo figlio Elia – racconta Mila -. Ero venuta a conoscenza della scuola “steineriana” e dell’orientamento antroposofico di una realtà che esisteva a Palermo perché vivevo lì. Mi sono avvicinata alla scuola Waldorf e ho cominciato a studiare i principi montessoriani dell’educazione. Quando arriva un bebè tutto si prepara attorno e si comincia a chiedersi quali siano i modi giusti per stagli accanto, per accompagnarlo.

Da quando mio figlio è nato ho poi cominciato a conoscere le offerte della scuola pubblica, dell’infanzia, del nido. Massimo rispetto per queste strutture. Ma per quanto le maestre fossero carine e il metodo conosciuto, io, forte di quello che avevo letto, come Montessori, Steiner e altri, ho cominciato a verificare e capire che appunto per i bambini il benessere poteva consistere anche in un’educazione più lenta. Un approccio ad alto contatto. Cioè essere attenti alle loro esigenze, mettersi alla loro altezza, seduti per terra in modo che i bambini non devono sempre guardare gli adulti come se fossero dei giganti. Ma avere un rapporto occhi con occhi, di alto contatto”.

Mila durante la lavorazione del pane
La fondatrice del progetto Mila Jovanovic durante la preparazione del pane con i bambini

Un’iniziativa per i bimbi già avviata in tante città

“Dal 2010 in poi ho avuto modo di conoscere in giro per la Sicilia e per l’Italia altre esperienze, altre realtà come quella dell’asilo nel bosco che insiste nel territorio laziale già da 15 anni. Mi sono avvicinata a loro. E’ una realtà molto solida. Partendo proprio da un progetto sperimentale all’interno della scuola materna pubblica, hanno fatto un esperimento di educazione all’aperto da settembre a giugno. E questa è stata un’esperienza significativa, ha dato dei frutti meravigliosi.

Il contatto dei bimbi con la natura, con gli animali. Il potere uscire dalle logiche della lezione frontale e quindi stare in cerchio. Oppure seguire l’attenzione di ogni bambino alle propensioni ai desideri di scoperta che ognuno ha. Quell’esperienza è cresciuta e loro hanno creato un progetto che copre la fascia di età dal nido fino ai 13 anni. E ci sono migliaia di esperienze simili a livello internazionale, come la Forest schools in Inghilterra e Wald kindergarten in Germania”.

“Questo approccio esiste già dagli anni 50 del secolo scorso. Parte in Danimarca, poi si è sviluppato in Germania. E lì dove ho vissuto e lavorato questo metodo mi colpì tantissimo. Vedevo un’attenzione nei confronti dei bambini differente. Infatti quando mio figlio aveva 2 anni e mezzo, io mi volevo trasferire in Germania per fare la scuola lì. Questi bambini, in inverno con la neve o con il sole, erano attrezzati con le tutine e stavano sempre fuori.  Anche con il freddo, loro erano liberi di giocare all’aperto, di arrampicarsi e sperimentare.

Gli effetti positivi dell’educazione all’aperto

Con tutto ciò che di positivo può portare questo, come l’innalzamento delle difese immunitarie, un grande un grande senso di benessere, di fiducia in se stessi, autostima. Anche perché i bambini esposti a questo tipo di attività, dal gioco libero al contatto con la natura sono pronti a misurarsi a conoscere i propri limiti. Gli educatori sono presenti, ma i bambini sono liberi di sperimentare. E questo nel futuro crea degli adulti assolutamente stabili, indipendenti, autonomi”.

Un luogo magico a Palazzolo messo a disposizione di tanti bimbi

“Mi sono quindi innamorata di questo approccio e pian piano nasceva dentro di me questo sogno. Poi quando sono arrivata nel 2011 a Palazzolo Acreide e ho conosciuto la campagna della famiglia di mio marito, ho sentito che questo luogo era bellissimo e ho capito che potevo avviare questo progetto. Con l’esperienza della scuola materna, primaria e secondaria per i miei figli, ho avuto uno sguardo a 360 gradi sulla scuola, ne ho conosciuto le tante dinamiche. Ma con il lockdown ci siamo fermati tutti. Abbiamo iniziato a godere di momenti in famiglia, con calma. A stare insieme con i nostri figli, prenderci cura l’uno dell’altro. Ho potuto seguire i miei figli quotidianamente. E quindi ho capito che era arrivato il momento.

Attività all'interno del progetto bimbi naturali
Un momento di gioco tra le attività promosse

Dentro di me è nata la consapevolezza che non sarei voluta tornare alla quotidianità, ad una modalità che non mi apparteneva, che non mi rendeva felice. Ho pensato che avrei potuto avviare questo progetto, perché Michele, il mio ultimo figlio, quest’anno doveva frequentare l’ultimo anno di materna. Siccome avrei voluto includere anche lui in questa iniziativa ho capito che dovevamo partire. Mi sono armata di forza e coraggio, ho studiato tutte i cavilli burocratici, le possibilità, ho fatto formazione con gli esperti dell’asilo nel bosco e ho cominciato a lavorare per rendere questa realtà possibile”.

Gli obiettivi del progetto Bimbi naturali

Si è così costituita l’associazione di famiglie “Phantalica” per creare una comunità educante in cui compartecipare all’educazione dei bimbi naturali non solo dei propri figli, apportando il proprio personale contributo tra passione, dedizione, competenze e cura. Un progetto bilingue, in lingua italiana ed inglese. E così verranno promosse esperienze ed esplorazioni di gruppo, laboratori artistici e creativi, teatrali, di lettura, cucina, musicali. E poi cura degli animali, dell’orto, promozione e valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali. L’accoglienza sarà dalle 8,30 alle 9,30  poi le attività. Alle 12,30 – 13,00 il rientro al campo base e pranzo che chiude la giornata, pulizia stoviglie, dentini e manine.

Il personale educativo del progetto Bimbi naturali

A far parte dell’equipe educativa sono Mila Jovanovic, bilingue per nascita e poliglotta per il contesto in cui è cresciuta, educatrice in formazione presso Nature Rock – Outdoor Education con Christian Mancini, Pedagogia del Bosco con l’Associazione L’asilo nel Bosco e promotrice del metodo Immaginazione in Educazione del Gruppo Filosofia coi bambini di Carlo Maria Cirino. Mila è mamma di tre figli è sostenitrice di una  genitorialità ad alto contatto. E poi ci saranno le educatrici Giusy Liberto e Katia Scirpo. Giusy Liberto, dopo aver frequentato il Liceo Pedagogico, si è laureata in Scienze  Politiche con una Tesi sul Capitale Umano e dunque sull’importanza dell’insieme di conoscenze, competenze, abilità. Katia Scirpo ha una laurea  triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione e laurea Specialistica in Pedagogia (Bologna). E’ poi specializzata in Disturbi Specifici dell’apprendimento, ha conseguito un master sui DSA.

I laboratori esperienziali

Ad arricchire l’esperienza educativa anche tre persone che una volta a settimana si alterneranno nella promozione di laboratori a tema. Jessie Jowers, madrelingua inglese, laureata in Belle Arti, ad indirizzo Scultura, presso il Central Saint Martins College of Art and Design di Londra. E ancora Lucia Basile, psicologa ed arteterapeuta ad orientamento psicofisiologico Integrato presso l’ A.E.P.C.I.S. (Associazione Europea Psicofisiologi Clinici per l’Integrazione Sociale). Ha scelto l’Arpa come strumento principe per educare all’ascolto sin dalla primissima infanzia. E con la sua arpa promuoverà dei momenti di gioco e racconto di favole con i bimbi. Infine Vladan Jovanovic, ex ballerino di danza classica, coreografo e ballet master presso varie compagnie nazionali ed internazionali. Parteciperà al progetto di Bimbi naturali, trasmettendo racconti che attraverseranno la storia della musica, la vita ed il genio dei più importanti compositori. Un programma di educazione alla musica, educazione all’ascolto e movimento armonico.

L’invito di Mila alla comunità palazzolese

Questa è un’opportunità per tornare alle origini e dare ciò che un tempo per noi era assolutamente nostro e scontato ai nostri figli – spiega Mila-. Il mio invito è di dare ai propri figli la possibilità di fare esperienza di qualcosa che è genuino, naturale. Godere del ritmo delle stagioni in qualsiasi contesto, con il sole, con la pioggia. Il tutto con personale formato. Ci sarà attenzione alla psicomotricità, a sviluppare l’autostima e la fiducia in se stessi e la scoperta dei talenti. Molti studiosi hanno scritto e fatto conoscere l’esistenza di vari talenti, delle multi capacità di ogni individuo.

Quindi in un contesto di apprendimento come il nostro, i bambini possono sperimentare una vasta gamma di discipline. E questo può permettere loro di capire meglio ciò che loro piace. Un bambino formato all’aperto in ogni giornata ha già un’esperienza completa. Fare attività all’esterno durante la mattinata permette ai bimbi di soddisfare la loro esigenza di stare fuori, di fare attività fisica, approcciarsi alla musica, studiare una lingua. Il tutto in un unico luogo che è appunto la loro scuola. Spero siano in tanti ad accompagnarci in questo percorso”. 

Bimbi naturali, a Palazzolo il progetto dell’asilo nel bosco ultima modifica: 2020-09-11T09:00:00+02:00 da Federica Puglisi
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