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Il fascino del Castello di Palazzolo, una notte per scoprirlo

La ricostruzione del castello di Palazzolo

Per chi ama il Medioevo è uno dei luoghi più affascinanti di Palazzolo. Racconta la storia di un periodo importante e soprattutto la posizione strategica che il paese aveva a quel tempo. Da alcuni anni l’architetto Santo Valvo è impegnato negli studi sul Castello medievale. Tante le ricerche che ha fatto sul sito, e gli incontri pubblici per raccontarne la storia.

I ruderi del Castello medievale

Una notte al Castello

E uno è in programma il 13 agosto “Una notte al Castello”, un evento itinerante dove tra voce, letture e musica, si andrà alla scoperta del “Castrum Palatioli”. La serata sarà a cura di Enzo Marabita, letture e cronache di Claudia Marabita e Francesco Interlandi. Fotografie di Salvo Alibrio, deugustazione a cura del ristorante “Al punto giusto”, musica popolare di “Canti e cunti”. Valvo ha scritto di recente un articolo pubblicato anche sulla rivista “Agorà” e tratto da “Genius Loci. Il Castello e la “Terra” dell’antica Palazzolo”, realizzato sotto l’alto patrocinio dell’Istituto Italiano dei Castelli. A questo link https://www.youtube.com/watch?v=znUNtZKIUXw&feature=share la ricostruzione virtuale in 3D del castello feudale riportata nel suo volume.

Le ricerche di Valvo

Nel testo del suo articolo Valvo riporta gli studi che sono stati fatti sul Castello negli anni. Un importante lavoro di ricerca per ricostruire com’era il castello un tempo. Tra queste le notizie riportate da Alessandro Italia negli anni Quaranta e relative al periodo dal tredicesimo al quindicesimo secolo. “Il vasto cortile fortificato – spiega Valvo -, chiamato baglio grande, era sicuramente l’elemento di strutturazione spaziale fisicamente più evidente e si estendeva, circondato da mura o da palizzate in legno, occupando, per la massima parte, quella che è oggi l’area del quartiere dello Spirito Santo, retrostante all’attuale Chiesa di San Paolo, in origine di Santa Sofia. A riprova di ciò, la denominazione di quartiere delli barreri che tutta l’area ha mantenuto fino al terremoto del 1693”.

Un'altra immagine della ricostruzione del Castello di Palazzolo

Il baglio grande

Secondo le ricerche di Valvo era importante è anche il ruolo “militare” che il baglio grande aveva. Era uno spazio libero, privo di edifici, “cuscinetto” fra il Castello e gli spazi edificati della Terra. “Una vasta area – aggiunge – dove qualunque assalitore non aveva alcuna possibilità di ripararsi, accanto a costruzioni, e pertanto era facilmente soggetto al “fuoco” di chi difendeva la fortezza”.

La torre

“A ridosso dell’attuale ingresso al baglio piccolo – rileva Valvo -, che ricalca di fatto quello antico, sul lato sinistro, si notano i resti di una grande torre a pianta circolare impostata su di un basamento ricavato dalla viva roccia. La torre, certamente collegata alla prima cinta muraria del Castello, ne controllava e ne difendeva l’accesso”. Poteva esserci, una seconda torre a protezione dell’ingresso al baglio piccolo, così come descritto da Alessandro Italia. “Ma i lavori di scavo – chiarisce Valvo – non ne hanno fin qui dato conferma”. Importanti anche sul margine nord-est, a strapiombo sulla valle dell’Anapo, una serie di “merlature” che definiscono una parte di quel sistema di controllo e di avvistamento nella valle.

I resti del castello medievale

Il Castello

Sull’area più alta vi era il Castello vero e proprio, con il palazzo baronale. “Un altro ambiente, un atrio scoperto, può essere ipotizzato seguendo questa descrizione – spiega Valvo -. La sua localizzazione è per grandi linee possibile; considerando questo come la corte interna al Castello lo si può far coincidere con l’area immediatamente sottostante a quella più alta del poggio dove si sviluppava la dimora privata del barone”.

Le carceri

Importanti in questi anni sono stati anche gli studi di Tonino Grimaldi e di Corrado Allegra sull’uso, probabilmente dopo, del castello come sistema carcerario. “La presenza di ambienti sotterranei, rispetto alle strutture in elevato – dice Valvo -, messi in evidenza dallo scavo archeologico parziale della parte sommitale, dove si trovava il palazzo baronale, fanno subito pensare ad un loro possibile uso riuso in chiave carceraria o quantomeno aprono alla possibilità della presenza di altri ambienti sotterranei nella parte non ancora indagata dallo scavo”. Probabilmente, poi, dopo il terremoto del 1693 il sito potrebbe essere stato usato come “cava” di pietra già pronta per la costruzione di alcuni edifici della Palazzolo post-sisma.

Federica Puglisi

Autore: Federica Puglisi

Giornalista professionista dal 2009, una laurea in lettere moderne e un master nel cassetto. Questa sono io: una passione profonda per la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Collaboro da anni con varie testate giornalistiche locali e nazionali e amo raccontare dei luoghi e della gente. Mi occupo di comunicazione per enti pubblici e privati, ma sono poco incline alla “mania” dei social. Se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo.

Il fascino del Castello di Palazzolo, una notte per scoprirlo ultima modifica: 2018-08-12T11:55:23+02:00 da Federica Puglisi

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