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Il culto della Madonna a Palazzolo, la chiesa di Sant’Antonio e la sua storia

La fraternità dei Servi di Maria di Palazzolo

Tra le feste tradizionali di Palazzolo occupa un posto speciale quella dedicata al culto della Madonna Addolorata, che viene celebrata nel comune montano nel mese di settembre. Qualcuno potrebbe pensare che sia un controsenso venerare una Madonna raffigurata nel momento più elevato della sua sofferenza, anche perché la statua di Palazzolo richiama la ben nota “Pietà” di Michelangelo, con la Vergine Addolorata che porta sulle gambe il Cristo morto. Ma per molti la venerazione per la Madonna è un culto da custodire e da tutelare proprio per il forte legame religioso con la figura di Maria. E tra chi diffonde a Palazzolo il culto della Madonna e soprattutto mette al servizio di chi soffre o è solo, la sua solidarietà, ci sono i componenti dell’Ordine secolare dei Servi di Maria, un gruppo che proprio nella parrocchia di Palazzolo da anni si occupa di tanti servizi ma anche di impegno. La fraternità di Palazzolo è nata il 21 novembre del 1898 come da decreto della Curia generalizia dei Servi di Maria in Roma e risulta essere la più antica fraternità esistente nella Provincia secolare di Sicilia. Sono settanta i componenti della fraternità di Palazzolo, di cui alcuni sono in età avanzata e che vivono in casa per malattia. Il carisma che contraddistingue il gruppo è l’ispirazione mariana, la vita fraterna, il servizio della misericordia. La fraternità, quindi, vive la vocazione seguendo la preghiera, la formazione e il servizio agli altri. E proprio la formazione si basa sull’approfondimento dell’itinerario formativo proposto dal Consiglio nazionale dell’ordine e dei documenti della chiesa e del Papa. Il gruppo è anche protagonista di momenti di incontro e di preghiera, come quelli del primo venerdì di ogni mese, per l’Adorazione eucaristica, ma anche in altri momenti come l’Avvento, la Quaresima, il mese di maggio, ottobre e la recita del rosario e della corona dell’Addolorata nelle case dei fratelli ammalati. Partecipano poi alle processioni dell’Addolorata nel mese di settembre e durante l’ottavario organizzano momenti di preghiera come la “Via Matris”, pio esercizio dell’ordine dei Servi di Maria in cui si meditano i sette dolori della vita di Maria (dalla profezia di Simeone fino alla deposizione del Cristo nel sepolcro). La statua llel'Addolorata di Palazzolo

Ma l’Addolorata è anche celebrata in Quaresima. Il venerdì prima della Domenica delle Palme, la statua viene svelata, ma porta il manto nero e non quello tradizionale azzurro, per essere poi parte di tutte le celebrazioni della Settimana santa. Tra questi il venerdì santo alle 11 con il momento di preghiera alla Chiesa Madre con la fraternità dei Servi di Maria e poi la sera con la Via crucis cittadina, in cui la statua viene portata a spalla dai devoti. “I Servi di Maria – spiega la priora nazionale Antonietta Trombadore – sono chiamati a mettersi ai piedi delle infinite croci del monto e ad imitazione di Maria cerchiamo di avere la sua premura come a Cana, la sua tenerezza come ad Ain Karim, la sua umanità come ai piedi della croce. Appare importante per noi, dunque, l’attenzione verso l’altro attribuendogli la dignità di Persona. Ci impegniamo all’incontro con gli ammalati e le persone che vivono disagi o momenti di difficoltà. “Se non si vive per servire…non serve vivere” le parole del Papa ci stimolano e spronano per vivere un quotidiano da testimoni veri e credibili”.

Federica Puglisi

Autore: Federica Puglisi

Giornalista professionista dal 2009, una laurea in lettere moderne e un master nel cassetto. Questa sono io: una passione profonda per la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Collaboro da anni con varie testate giornalistiche locali e nazionali e amo raccontare dei luoghi e della gente. Mi occupo di comunicazione per enti pubblici e privati, ma sono poco incline alla “mania” dei social. Se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo.

Il culto della Madonna a Palazzolo, la chiesa di Sant’Antonio e la sua storia ultima modifica: 2018-03-16T09:24:21+00:00 da Federica Puglisi

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