I PALAZZOLESI RACCONTANO PALAZZOLO ACREIDE

itPalazzoloAcreide

noi palazzolesi

Fabio Messina e la sua poesia dialettale

Fabio Messina: descrive la festa della Chiesa San Palolo

Continuiamo a proporvi altri libri da leggere in questo periodo particolarmente difficile. E vi parliamo stavolta di poesia e in particolare di un poeta dialettale. Fabio Messina nato a San Focà vive da molti anni a Palazzolo Acreide. Sin da piccolo ha amato la poesia e ha scritto versi in dialetto siciliano molto toccanti, perché veri, perché rispecchiano realtà umane e abitudini della sua terra: la Sicilia. Fabio è cosciente di essere stato ispirato dalla musa. Egli è anche convinto che la musa non ispira soltanto i grandi poeti classici, ma chiunque ha un cuore che batte per amore di una donna, la quale diventa essa stessa la sua musa ispiratrice come può esserlo la natura o un oggetto che ispira sentimenti ed emozioni.

Fabio Messina e Musa d’Amuri

Il testo Musa d’amuri è una raccolta di 24 poesie d’amore. Il dialetto siciliano è la forma, attraverso cui Fabio esprime con più incisività i suoi sentimenti. È un inno all’amore che è “festa a la vita ca vinci la morti”. Al centro vi è la donna, vista nei diversi modi d’essere, ma sempre esaltata, perché portatrice di speranza, anche se a volte lascia ricordi e rimpianti. Fabio la invoca: “Amuri / Fatti musa e proimi paroli”.

Fabio Messina, Libro Di Poesie Musa D'Amuri
Il libro “Musa D’Amuri” di Fabio Messina, Poesie d’amore in dialetto siciliano.

Fabio Messina e il paesaggio ibleo

Oltre all’amore Fabio canta la natura del paesaggio ibleo. Paragona la donna ai colori dei fiori che ridanno la voglia di vivere e fanno dimenticare il male e il dolore che c’è nel mondo , come nei versi di “Luci di ciuri”. “Ti viru vistuta a ciuri ri rosa /a to presenza è luci ri ciuri /ca veni a voglia ri campari /ccu la forza ri la spata /ri l’amuri”.

Raccolta “Cala e Ciana”

La raccolta Cala e Ciana  è dedicata a Palazzolo che Fabio definisce “culla della mia primaria ispirazione poetica dialettale”. “Comu na matri ti sentu Palazzolu/ca mi manchi/quannu ppi troppu tempu nun ti viru”. Cala e Ciana  è un grido di speranza per i giovani del paese che possano trovare vita e lavoro fuori piuttosto che salire e scendere dalle vie, in ozio o seduti al bar del Corso a criticare. La raccolta è anche un  grido di orgoglio:“Sicilianu sugnu e mi ni vantu /e campu ‘nta na terra china d’incantu”.

Fabio Messina Libro intitolato "Cala e Ciana"
Fabio Messina: verdi dialettali per Palazzolo Acreide “Cala e Ciana”

La festa di San Paolo

Non manca nei versi di Fabio un accenno alla storia, alle dominazioni ed anche una leggera critica verso la politica amministrativa che “come ovunque, sia di destra che di sinistra è poco attenta ai veri valori dell’uomo e presa a fare opere pubbliche per un paese che diventa sempre più fantasma”. Tuttavia un messaggio di gioia, di carità Fabio Messina ci fa scoprire attraverso la citazione della festa popolare e religiosa del patrono San Paolo. “Na prumissa iu ti fici/ca mi rassittu la paci…”, “A notti si tingi ri festa/E o cielu si spingi la testa…”,“Resta, resta nun ti ni iri/San Pauluzzu patronu d’amuri./Focu, luci e paci/u scrusciu re bummi/e l’anima taci”.

Luisa Itria Santoro

Autore: Luisa Itria Santoro

Sono laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico e bibliotecario. Amo scrivere di storia delle chiese locali e traggo le notizie dall’importante Archivio della Chiesa Madre di Palazzolo, Scrivo da tempo anche per la rivista “Il saggio”, di Eboli. Mi piace scrivere recensioni di autori palazzolesi e siciliani, per questo ho seguito corsi di giornalismo. il più importante è stato il laboratorio di giornalismo culturale a Roma presso l’editore Giulio Perrone.
Fabio Messina e la sua poesia dialettale ultima modifica: 2020-03-19T09:00:00+01:00 da Luisa Itria Santoro

Commenti

To Top