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I professori e la didattica a distanza a Palazzolo

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L’arrivo del lockdown del mese di marzo ha portato una novità nell’ambiente scolastico la didattica a distanza. Ormai conosciuta da tutti come la DAD ha rappresentato l’evoluzione dell’insegnamento per via telematica. Ma se i genitori si lamentavano per la connessione troppo lenta o per gli esami svolti in pochissimi minuti adesso spetta dare la parola ai professori.

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I professori e la dad

I professori e l’inizio nel primo lockdown

Inizio disastroso, non eravamo per nulla preparati, alcuni ignoranti in materia, altri senza strumenti, altri sui programmi da scaricare – spiega un docente-. Non sapevamo come interloquire con i ragazzi, come farci consegnare i compiti. Il tutto era molto improvvisato”. Ci si lamenta che spesso i genitori, soprattutto dei bimbi delle primarie, erano alle spalle dei figli rispondendo a posto loro, e i ragazzi pronti a prendere in giro i professori distraendosi. Alcuni alunni con i suggeritori o con i libri davanti o con il microfono aperto con chi alle spalle dava la risposta esatta.

La formazione di base per la scuola primaria è una carenza notevole. I primi anni scolastici sono quelli fondamentali per imparare a leggere. La crescita culturale dei piccoli ne avrà conseguenze notevoli. “Dietro lo schermo si vede di tutto, ragazzi appena alzati – continua un docente -, diventa diffcilissimo motivarli a distanza”. Tuttavia l’elogio va ad alcuni alunni di scuola superiore, che senza i genitori, magari anche più propensi e più capaci con la tecnologia si impegnavano volentieri. Alunni che a stento arrivavano alla sufficienza prima della chiusura, con la dad rendevano molto di più. Dalla parte opposta quelli con voti più alti che erano demotivati e svogliati”.

Alla fine appare giusta la decisione del Ministero di promuovere tutti per l’anno 2019/2020.

Il problema che viene palesato da diversi insegnanti è che la maggior parte dei colleghi, di età quasi pensionabile, non era in grado neanche di accendere il pc. Spesso le ore erano solamente delle lezioni teoriche sui libri, invece per i giovani ci vuole la pratica. Entrare in un laboratorio di fisica, lavorare per concimare una pianta in una serra, soprattutto negli istituti tecnici.

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Le prospettiva future

E’ opportuno e fondamentale visto lo stato attuale cercare di abituarsi alla dad. Magari con dei corsi di aggiornamento continui. Il contatto umano è la carenza maggiore di questo insegnamento, il dare una pacca sulla spalla o un sorriso, è quello che manca in questo particolare momento. L’ideale potrebbe essere la didattica integrata, alternando la presenza a scuola con l’insegnamento a distanza. La speranza un po’ di tutti è quella di poter tornare velocemente alla normalità a ritrovare quei sentimenti e ritornare a rapportarsi con il prossimo.

I professori e la didattica a distanza a Palazzolo ultima modifica: 2020-11-13T14:35:51+01:00 da Massimo Puglisi

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