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Il virus che fa paura, la storia di Paola a Hong Kong

La storia di Paola Pannuzzo di Palazzolo

C’è un pezzo di Palazzolo in Cina. Una ragazza che ha vissuto le settimane di emergenza quando è scoppiata l’epidemia Coronavirus e che adesso tira un sospiro di sollievo. Lei è Paola Pannuzzo, 31 anni,  impegnata in un dottorato in ingegneria strutturale al The Hong Kong Polytechnic University. Una giovane determinata a costruirsi un suo futuro, ma che il virus ha messo a dura prova. Soprattutto per la lontananza da casa, dalla sua famiglia, dalla sua Sicilia. Ora che il peggio è passato ha affidato ad un lungo post su Facebook ciò che ha vissuto. E noi l’abbiamo contatta per farci lasciare un messaggio di speranza. La storia di Paola deve essere da incoraggiamento per tanti giovani palazzolesi.

La storia di Paola al lavoro al laboratorio
Un’immagine di Paola in laboratorio

La storia di Paola tra paure e speranze

“Una cosa da precisare è  che il periodo teso è passato – ci racconta – sono stati 15-20 giorni di paura e delirio, da fine gennaio. Adesso va molto molto meglio. A Hong Kong ci sono “solo” 131 casi a oggi e 3 morti  (7mln di abitanti). Per raccontare ciò che ha passato si è affidata ai social, come accade spesso. Ma ci tiene a chiarire che “con il mio messaggio su Facebook non volevo essere detta brava, anzi! Volevo solo raccontare la mia esperienza, soprattutto adesso che possiamo condividere questo clima di tensione. A tutti i miei amici che dall’Italia nei giorni scorsi mi hanno detto “qui lezioni online, guarda un incubo”. “Qui a Milano il panico, ma se rimango a casa divento scemo” voglio dire, sì è vero è una situazione di emergenza, inedita per tutti”.

La storia di Paola, un esempio

Ma si vede la luce prima o poi. “L’incubo non è rimanere a casa – dice – o avere la propria routine sconvolta, certo si può avere un po’ di sconforto come l’ho avuto io, e ritardi su ritardi. Ma l’incubo è quando il medico ti dice “Guarda dobbiamo rimandare l’operazione, dobbiamo rimandare  la chemioterapia perché non c’è posto”. Questo è un incubo, perché quella è la vera  corsa contro il tempo. Noi che, viva Dio, stiamo bene,  dobbiamo solo attenerci a quello che ci dicono di fare, un po’ di sacrificio, meno egoismo e passerà, è un virus”.

La storia di Paola, insieme ad Elvis
Paola Pannuzzo con Elvis l’altro tutor di Wuhan

Il post di Paola su Facebook per raccontare ciò che ha vissuto

E allora nei giorni scorsi Paola Pannuzzo ha scritto un post sulla sua pagina social. Che già dal titolo dice tutto “MALA TEMPORA CURRUNT”. E racconta così la sua esperienza. Anche perché qui dall’altra parte del mondo, in molti sono stati in ansia per lei. Tutto ha avuto inizio il 28 gennaio: con 9 casi confermati, tutto chiuso. “E io ecchefaccio? – dice – Aiuto, ‘ndo vado? Torno a casa? Il mio prof “ Statti ferma”, mio fratello“ Arricampati eicasi”, mamma “tu a sapiri”. Papà non dice niente. Vabene mi sto qui”. E mentre passano i giorni, la storia di Paola continua tra mille paure. I casi aumentano. “C’è tensione – aggiunge -. Anche solo vedere tutti i supermercati svuotati (menomale che la Nutella ai cinesi non piace, e me la magno tutta io). Palestra chiusa, file immense per le mascherine, ma posso andare a correre? Me la posso comprare la frutta al mercato?”.

La storia di Paola Pannuzzo
Paola Pannuzzo sta facendo un dottorato a Hong Kong

A Hong Kong scatta l’autoisolamento per chi rientra dalla Cina Continentale per 14 giorni. “Giusto giusto così – racconta – . Ma li mettete nel dormitorio? Cioè proprio nelle stanze accanto alle nostre? Io sono una dei tutors del dormitorio, riunioni su riunioni per capire come fronteggiare questa situazione inedita per tutti. Autoisolamento significa che non puoi uscire dalla tua stanzetta per 14 giorni, per nessun motivo. Se non per casi eccezionali. Chiediamo, quali sono i casi eccezionali? Il compleanno di nonna? No, per esempio la mamma sta per morire e vogliono vederla per l’ultima volta. Questi sono i casi eccezionali”.

I giorni passano e l’emergenza continua

“E così che passiamo ore e ore e giorni di riunioni insieme al rettore – sottolinea. Al vice rettore, ai vertici amministrativi a discutere su chi e come distribuire gli shampii, la colazione, i termometri, il pranzo, gli assorbenti, la merenda, le mutandine, la cena. E niente, lo dobbiamo fare noi, a turno. E si fa. Reperibilità h24. 5 tutor, Io, un ragazzo cinese di Wuhan mai potuto ritornare a casa – nemmeno per le feste!- , un ragazzo del Ghana e due ragazze cinesi rientrate da altre province della Cina, e perciò, anche loro in autoisolamento.

Quindi all’attivo 3 + il professore, per circa 50 residenti in autoisolamento”. “E quindi passiamo le giornate a distribuire la colazione, e poi la frutta, e poi l’acqua, e poi il pranzo e poi la cena – spiega -. Lasciamo tutto a terra davanti alla loro porta e bussiamo senza toccare niente con le mani. Rischioso? Forse”. E si registra anche un caso sospetto. Ma poi si rivela un falso allarme.

Ora il peggio e passato, torna la speranza

Paola Pannuzzo conclude così il suo lungo post e il suo messaggio. “Sì, maledizione, c’è stata tantissima tensione e paura e capisci cos’è l’emergenza – spiega -. Perché allo stesso tempo non puoi fare altro che metterti a disposizione della comunità, quale essa sia. Però piano piano ti rendi conto che sei tu che stai impazzendo, ti raggomitoli nel letto la sera sul lato sinistro verso il muro e piangi, in silenzio, e pensi che ci fai qui, da sola, dall’altro lato del mondo a provare a studiare delle imperfezioni su una sezione d’acciaio mentre fronteggi un’epidemia in corso. E non puoi dirlo a mamma per non farla preoccupare. Va tutto bene. E ti guardi Sanremo e Bugo che abbandona il palco. E ne ridi con gli amici. Piccole, piccolissime cose”.

“Capisci che siamo tutti nella stessa barca, dal più grande al più piccino, e quello che sto imparando è che ci sono cose che possiamo tenere sotto controllo e altre completamente fuori controllo, concentriamoci su quello che possiamo fare! E passa, passa tutto. Anche il coronavirus. Da Hong Kong è tutto. E Forza mia Italia!! E Muovetevi fermi”.

Il virus che fa paura, la storia di Paola a Hong Kong ultima modifica: 2020-03-13T09:06:16+01:00 da Federica Puglisi
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