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La chiesa di Santa Caterina e l’assistenza caritativa

Chiesa Santa Caterina a lato della chiesa Madre, in piazza Aldo Moro, oggi purtroppo non esiste

La storia della Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è molto importante per Palazzolo Acreide, ma poco conosciuta.  La chiesa esisteva già nel 1550, ma non esiste riscontro dell’anno di edificazione attraverso i documenti d’archivio. Dalla Selva di Padre Giacinto Leone si apprende che presso la chiesa di Santa Caterina vi era annesso l’Ospedale o Monte di Pietà. La chiesa era stata costruita nella parete destra della Chiesa Madre (oggi Piazza Aldo Moro). L’ospedale era una prosecuzione della chiesa di Santa Caterina. Attualmente i locali sono utilizzati dai gruppi parrocchiali appartenenti alla chiesa Madre e alla chiesa di San Paolo.

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La chiesa Madre di Palazzolo Acreide, prospetto laterale

La chiesa di Santa Caterina e l’ospedale

L’ospedale nacque in seguito ad una disposizione sinodale del 1553 che obbligava tutti i comuni della diocesi siracusana ad istituire una Societas Charitatis, per soccorre i poveri ed alimentare i fanciulli esposti. L’assistenza fisica e giuridica, quindi, nei confronti dei poveri e dei fanciulli era il compito più importante di queste Società caritatevoli. L’istituzione di questa organizzazione caritatevole ebbe carattere laico e posta alle dipendenze del clero. In Sicilia gli ospedali o Monte di Pietà possedevano anche un reparto che accoglieva i trovatelli. Di solito questi ricoveri erano intitolati a Santa Caterina d’Alessandria patrona dei trovatelli.

La chiesa di Santa Caterina e la Congregazione delle Anime del Purgatorio

La Chiesa di Santa Caterina a Palazzolo ebbe, quindi, compiti di assistenza. Infatti la congregazione delle Anime del Purgatorio, fondata nel 1611, sebbene a scopo di culto, in seguito prestò assistenza agli infermi dell’Ospedale, unito fisicamente alla chiesa e istituito nel 1600. Si sa, inoltre, che lo scopo delle confraternite era triplice: devozione, carità e penitenza.

La Confraternita e la carità

La carità era lo scopo particolare di alcune confraternite che la intesero sviluppare donando elemosine, pasti per i poveri e fondazione di ospedali. Così avvenne a Palazzolo grazie alla congregazione delle Anime del Purgatorio. I confrati, questuando per la città, raccoglievano le elemosine che erogavano sia in celebrazione di messe sia nel mantenimento dell’ospedale. Poiché l’ospedale era unito fisicamente alla chiesa di Santa Caterina, i congregati erano obbligati a destinare i frutti ricavati dalla chiesa ai poveri infermi, all’assistenza pubblica e agli aiuti alimentari per i poveri e per i trovatelli.

Tela di Santa Caterina, presso la Chiesa Madre. Matrimonio mistico e palma del martirio foto Santoro Ugo
Tela di santa Caterina d’Alessadria, matrimonio mistico e palme del martirio Foto Ugo Santoro

Notizie sulla Chiesa e sull’Ospedale o Monte di Pietà

La chiesa di Santa Caterina ereditò un lascito. Secondo il testamento di mastro Francesco Santoro, infatti, la chiesa era obbligata a far sposare una ragazza povera di Palazzolo nel giorno di Santa Caterina, venerata il 25 novembre. Il Parroco e il Rettore della Congregazione delle Anime del Purgatorio eleggevano una giovane palazzolese. Onze 10 venivano donate alla ragazza eletta. La documentazione dell’archivio vicariale della chiesa Madre, infine, ci dà notizie riguardanti l’ospedale o Monte di Pietà, il quale essendo nato con scarsi mezzi patrimoniali cessò di esistere nel 1680, come ricovero di infermi poveri. Le rendite venivano distribuite ai malati poveri in assistenza e medicine  a domicilio.

I Monti di Pietà

La fondazione dei Monti di Pietà in Sicilia ebbero notevoli difficoltà economiche. I Monti di Pietà avevano l’ideale etico della concezione francescana del “dare ai poveri” e i ricchi dovevano concorrere alla formazione delle opere di assistenza dei poveri. In Sicilia ciò non avvenne, mentre al nord d’Italia i Monti di Pietà si moltiplicarono. L’esigenza pauperistica aveva un elemento di natura spirituale: “La povertà si rifà alla figura di Cristo povero ed è il mezzo per raggiungere una più alta perfezione cristiana”.

La povertà mezzo di perfezione cristiana

Per questo la Chiesa prese le difese del povero esortando i ricchi a donare il superfluo a chi non possedeva. Oggi come allora la chiesa ha questo compito. Dice Papa Francesco: “I poveri sono persone cui andare incontro: sono giovani e anziani soli da invitare a casa per condividere il pasto; uomini, donne e bambini che attendono una parola amica. I poveri ci salvano perché ci permettono di incontrare il volto di Gesù Cristo” .

Luisa Itria Santoro

Autore: Luisa Itria Santoro

Sono laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico e bibliotecario. Amo scrivere di storia delle chiese locali e traggo le notizie dall’importante Archivio della Chiesa Madre di Palazzolo, Scrivo da tempo anche per la rivista “Il saggio”, di Eboli. Mi piace scrivere recensioni di autori palazzolesi e siciliani, per questo ho seguito corsi di giornalismo. il più importante è stato il laboratorio di giornalismo culturale a Roma presso l’editore Giulio Perrone.
La chiesa di Santa Caterina e l’assistenza caritativa ultima modifica: 2019-07-01T09:00:58+02:00 da Luisa Itria Santoro

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