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Le neviere, un pezzo di storia di Palazzolo che non c’è più

Neviera Palazzolo Acreide

Oggi sono antichi monumenti di campagna, in ricordo di un passato che non c’è più. Sono le neviere, delle costruzioni in pietra che servivano per raccogliere la neve.

Cosa erano

Quando nei lunghi inverni a Palazzolo nevicava a lungo, la neve veniva conservata nelle neviere. Secondo alcuni studi si vendeva al prezzo di 20 centesimi il chilogrammo. A dirlo, come riporta lo studioso di tradizioni popolari Nello Blancato, è stato anche Gabriele Iudica. Scriveva che nel 1814 l’inverno era rigido e nevicava spesso. Quando, invece, la stagione era scarsamente nevosa, si pensava di acquistare la neve all’ingrosso in altre zone di montagna.

Dove si trovano

Dall’altipiano degli Iblei la neve veniva inviata alle città sulla costa ionica e mediterranea, fino a raggiungere l’isola di Malta. A Buccheri ce n’erano circa venticinque, altre a Palazzolo Acreide, Buscemi, Sortino e Vizzini. In provincia di Ragusa a Chiaramonte Gulfi, a Giarratana. Questa quindi era un’arte artigianale legata alla grande pasticceria siciliana, prodotta dalle classi più povere per i ricchi. Le neviere erano incassate nella roccia e avevano una volta ad arco.

Neviera Bosco Santa Maria

A cosa servivano

La neve veniva conservata o a strati alternati con paglia, oppure, pigiata dai nivari per ridurne il volume, sotto forma di ghiaccio. Negli anni Quaranta del Novecento la neve veniva utilizzata nei banconi dei primi bar. Qui si produce il ghiaccio che poi veniva venduto e negli anni cinquanta, come riporta Blancato, il signor Gaetano Zappulla fu autorizzato ad aprire uno spaccio comunale, in piazza San Michele, per la vendita del ghiaccio, con una reperibilità di 24 ore su 24.  Solo negli anni Sessanta con l’arrivo del frigorifero la produzione terminò.

Il suo uso terapeutico

La neve e il ghiaccio erano impiegati a scopo terapeutico. I gelatai, invece, usavano la neve per mantecare i gelati e per le granite, per tenere fresche le bevande.

Un libro sulle neviere

A Palazzolo è stato presentato nei mesi scorsi nell’atrio del palazzo comunale il libro dello storico ed etno antropologo palazzolese Luigi Lombardo “L’impresa della neve in Sicilia tra lusso e consumo di massa”. Il volume racconta la storia della neve e dei suoi imprenditori siciliani. Durante la serata lo studioso Luigi Romana ha preparato la granita con una sorbettiera manuale. Inoltre è stato utilizzato il limone femminello di Siracusa ed è stato proiettato un documentario di Seby Scollo dedicato alle antiche neviere degli Iblei, tra Palazzolo e Buccheri.

Escursione alla catacomba di Senebardo

Il commercio della neve e cosa resta adesso

Molte neviere sono ora abbandonate, alcune semi-distrutte, altre riadattate per diversi scopi. Passeggiando nella zona iblea se ne trovano molti. Hanno una forma semplice e sono dei capolavori dell’architettura minore siciliana. Un percorso per la loro riscoperta permetterebbe di incrementare il turismo rurale.

Federica Puglisi

Autore: Federica Puglisi

Giornalista professionista dal 2009, una laurea in lettere moderne e un master nel cassetto. Questa sono io: una passione profonda per la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Collaboro da anni con varie testate giornalistiche locali e nazionali e amo raccontare dei luoghi e della gente. Mi occupo di comunicazione per enti pubblici e privati, ma sono poco incline alla “mania” dei social. Se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo.

Le neviere, un pezzo di storia di Palazzolo che non c’è più ultima modifica: 2018-11-27T12:21:02+02:00 da Federica Puglisi

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