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Un’impresa storica palazzolese: i 150 anni di Corsino

Locandina della presentazione del libro sulla Pasticceria Corsino

E’ una realtà imprenditoriale che a Palazzolo ha fatto la storia di un quartiere. Stiamo parlando della Pasticceria Corsino che ha compiuto 150 anni. Infatti il 4 aprile al Museo dei Viaggiatori in Sicilia, è stato presentato il libro Il caffè Corsino a Palazzolo Acreide. La vita dolce di un’impresa storica, scritto dall’antropologo Luigi Lombardo. Sono intervenuti Francesca Gringeri Pantano, direttrice del Museo dei Viaggiatori; Alfonso Lo Cascio, presidente regionale BCSicilia e Marcella Monaco pronipote di Salvatore Corsino. Il professor Luigi Lombardo ha messo a punto una ricerca, basata su documenti d’archivio. La famiglia Corsino è stata, da sempre, una famiglia di commercianti. Essi esercitavano mestieri diversi, come ad esempio Paolo Corsino che era un fabbro a metà ‘800. La notizia più interessante è un documento che attesta che un Salvatore Corsino, nel 1868, pagava una tassa per l’esercizio di un caffè in via Garibaldi. La data ha fatto sì che la pasticceria Corsino nel 2018 compisse 150 anni.

Pasticceria Corsino una realtà storica di Palazzolo

I dolci tipici realizzati nella storica pasticceria Corsino

Dal discorso di Luigi Lombardo

“Ho affrontato direttamente l’oggetto, cioè la storia della pasticceria. Non sono partito da teorie e da convincimenti per dimostrare dove è nata la dolceria siciliana, la bellezza e la sua storia. Sono partito da una famiglia, da un dato di fatto, da una realtà locale. Ho incontrato la famiglia, il vicinato. La grafica del libro è locale; è stato costruito tutto su basi locali. Tutto sa di artigianato e di forze locali che resistono alla globalità. Ecco che è nato quest’evento che mette insieme diverse emozioni, diversi spunti in un luogo straordinario. Il Museo dei viaggiatori è uno scrigno d’amore per un paese da parte della professoressa Gringeri Pantano e della nostra paesana Antonella Rizza che hanno voluto questa bellezza densa di valori culturali”.

Il quartiere della Guardia

“Il caffè Corsino nasce in via Garibaldi, dice Luigi Lombardo, perché dall’atto di costituzione del primo caffè si evince che il quartiere della Guardia non esisteva. Il quartiere, forse, stava per nascere diverso nell’urbanistica palazzolese”. Un quartiere chiamato dei liberi perché senza vincoli di natura clientelare, confraternale, gabellonistica. Un personaggio palazzolese, Giovanni Vaccaro, fu lungimirante. Egli capì che il paese aveva necessità di crescere. Il Vaccaro espose  l’idea, durante i consigli comunali, di far nascere il quartiere della Guardia. Dal 1870 la Guardia, quindi, si anima di attività commerciali, tra i quali il Caffè Corsino.

Il caffè Corsino

Per il caffè Corsino, quindi, comincia una nuova vita nel quartiere appena sorto. Luigi Lombardo nel suo libro ha voluto raccontare vicende umane, legami forti familiari. I legami professionali sono stati messi in risalto, perché le persone che lavorano diventano anch’essi di famiglia. La storia del caffè Corsino è distinto da varie tappe attestate dai documenti. Nel 1962, per esempio, vengono acquistati nuovi macchinari. Una scheda della Camera di Commercio del 1985 testimonia la nascita della nuova “Antica pasticceria Corsino”.  Il relatore, nel libro, riferisce di un’intervista a Salvatore Corsino, che fa parte di un documentario della RAI, C’era una volta la Casa Museo, regista Nuccio Vara.

Lombardo chiese a Corsino come ha imparato l’arte del pasticcere. Questi rispose che “dapprima era sua nonna che preparava in casa i cannoli e pasticciotti che si vendevano nel caffè, perché allora non si aveva un laboratorio. Da un lavorante di Catania impara “U ripuostu”(Frutta martorana). Da una zia monaca impara “l’ossa i morti” e i “ciascuna”.

L’anno della svolta del Caffè Corsino

Il 1988 è l’anno della svolta. I coniugi Sebastiano Monaco e Lidia Gallitto prendono in mano le redini del Caffè innovando e riscoprendo sempre più l’antica dolceria che il vecchio Salvatore aveva mantenuto. Dal 1989 si avvia ad un rinnovamento dove si inserisce la nuova generazione e cioè i figli dei coniugi Monaco-Gallitto (nipote di Salvatore Corsino). Con la nuova generazione si apre un nuovo laboratorio. Nasce Corsino 7. Il nuovo laboratorio va incontro ad una particolare clientela che ama cibi sani e “nella fattispecie privi di glutine”. La sesta generazione dei Corsino, quindi ha voluto ampliare il laboratorio “abbracciando una filosofia, dice Lombardo, in contrasto con quella in voga negli anni ‘80/’90 in cui si faceva uso di semilavorati, coloranti e simili”.

Pasticceria Corsino impresa palazzolese

Un particolare del bancone con i dolci della Pasticceria Corsino

Vincenzo, infatti sostituisce il burro alla margarina, utilizza il latte fresco modicano e la panna fresca. Tutte le materie prime sono di origine locale. Vincenzo è il più giovane degli eredi Corsino, si occupa principalmente delle decorazioni delle torte. Con la sua arte di creare dolci è riuscito a sfidare abilissimi pasticceri durante il programma “Dolci dopo il tiggì”, condotto da Antonella Clerici. Vincenzo, così, ha vinto il primo torneo televisivo di pasticceria professionale, categoria esordienti nel 2015.

Caffè Corsino memoria storica

Il libro di Luigi Lombardo è un’interessante testimonianza di un’impresa dolciaria palazzolese. “Testimonianza, dice Luigi Lombardo, della persistenza di una cultura dolciaria che viene dal passato, che si rinnova nel presente e va verso il futuro. La pasticceria Corsino è una pasticceria di qualità, perché è espressione di una storia, di una memoria storica. La pasticceria ha una continuità storica. I facciuna, i cannoli, i pallummedda cioè un dolce figurato, si trovano solo in questa pasticceria. I Corsino continuano una tradizione dolciaria antica che va indietro nei secoli, perché “u facciuni” è una sorta di dolce che si fa risalire agli arabi”.

La storia della pasticceria è legata al ritmo delle stagioni e del tempo. I pasticceri producono dolci invernali, primaverili fino ad arrivare ai dolci legati al tempo dei morti. Il dolce chiamato “Ossa dei morti” è un dolce molto particolare. Con il nuovo locale “Corsino 7” la sesta generazione, infine dice Lombardo, ha aggiunto un tassello alla storia dell’azienda segnata da passaggi generazionali, siglati da un cambiamento.

Luisa Itria Santoro

Autore: Luisa Itria Santoro

Sono laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico e bibliotecario. Amo scrivere di storia delle chiese locali e traggo le notizie dall’importante Archivio della Chiesa Madre di Palazzolo, Scrivo da tempo anche per la rivista “Il saggio”, di Eboli. Mi piace scrivere recensioni di autori palazzolesi e siciliani, per questo ho seguito corsi di giornalismo. il più importante è stato il laboratorio di giornalismo culturale a Roma presso l’editore Giulio Perrone.

Un’impresa storica palazzolese: i 150 anni di Corsino ultima modifica: 2019-04-15T08:50:12+02:00 da Luisa Itria Santoro

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