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San Rocco e la chiesa di San Sebastiano

Esterno Chiesa San Sebastiano in festa per il protettore, prima San Rocco

In occasione dei festeggiamenti del nostro santo protettore San Sebastiano, ho potuto ascoltare, nei vari collegamenti televisivi, la storia riguardante la chiesa e le tradizioni relative alla festa di San Sebastiano, ma non si è parlato dell’antica chiesa e del santo a cui era dedicata. In origine la chiesa era intitolata a san Rocco. Il Concilio Universale di Costanza stabilì, nel 1414, che San Rocco fosse venerato. In seguito a causa della peste Rocco venne invocato e la sua immagine portata in processione. L’esempio fu seguito in tutta la Sicilia dove sorsero varie cappelle e varie chiese.

San Rocco e la chiesa

Tra il 1575 e il 1576 in Sicilia  ci fu di nuovo la peste. La Deputazione a Palermo edificò una chiesa dedicata al santo. A Palazzolo, dunque, la chiesa di San Rocco si pensa essere stata eretta dopo questa data. Inoltre venne edificata, come dice padre Giacinto Leone, “in quel sito dove presentemente è la niviera, della quale ne restarono li vestigi insino al terremoto del 1693”.  Prima del terremoto del 1693 venne costruita la chiesa di san Sebastiano, dove venne eretta la cappella e l’altare di San Rocco. La festa del Santo veniva celebrata il 16 agosto.  

La piazza del Popolo e la chiesa di San Sebastiano visibili per isola pedonale
Piazza del Popolo e la basilica di San Sebastiano

San Rocco la sua vita

Riguardo la vita di Rocco si dice nato a Montpellier fra il 1345 e il 1350 e morto a Voghera fra il 1376 ed il 1379, molto giovane a non più di trentadue anni di età. Rocco, secondo la leggenda, nacque con una croce vermiglia in petto. All’età di vent’anni Rocco perse i genitori, vendette i beni di famiglia e si dedicò a Cristo. Si sa che indossato l’abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo. Bastone, mantello, cappello, borraccia e conchiglia erano i suoi ornamenti; la preghiera e la carità la sua forza; Gesù Cristo il suo gaudio e la sua santità.

San Rocco, le guarigioni e il carcere

 Inoltre si che durante il suo pellegrinaggio a Roma, Rocco si fermò ad Acquapendente. La cittadina era devastata dalla peste e qui il san Rocco operò delle guarigioni. Un altro episodio importante è la sua carcerazione per oltre cinque anni. Un errore giudiziario lo portò in carcere dove morì. Per questo motivo il popolo e la chiesa acclamarono Rocco protettore dei carcerati. San Rocco è da considerare patrono contro le epidemie, che infieriscono in ogni tempo.

Arte pittorica

L’arte pittorica cristiana dei primi secoli è assai importante perché, come dice Gregorio Magno, chi non possedeva una cultura, doveva avere la possibilità di apprendere tramite le immagini. Queste, infatti, offrivano significati teologici e una comunicazione immediata dell’episodio della bibbia. Rocco è raffigurato con il vestito caratteristico del pellegrino, consistente in tabarro (mantello a 360°) e relativo tabarrino (mantellina di dimensioni ridotte, posta sopra il lungo tabarro vero e proprio).

Altri elementi dell’arte pittorica

Segni della peste: l’elemento distintivo per eccellenza è una piaga, solitamente sulla coscia; la croce rossa sugli abiti, sul lato del cuore, per indicare l’angioma a forma di croce che egli aveva sul petto; il cane: soprattutto a partire da Quattro e Cinquecento compare anche questo animale, talvolta raffigurato mentre lecca le piaghe dell’appestato.

Il quadro intitolato San Rocco e San Giacomo

Nella chiesa di San Sebastiano, nel quadro sull’altare dedicato a San Rocco ed intitolato San Rocco e San Giacomo del 1720, attribuito a Michele Didomenico possiamo notare alcuni elementi sopra menzionati: il cane accucciato ai piedi del santo con un tozzo di pane con cui avrebbe nutrito il santo durante la sua malattia, cioè la peste. Il segno della peste lo si vede rappresentato nella gamba sinistra. Sul tabarrino, il mantellino di dimensioni ridotte troviamo una conchiglia, usata da Rocco per attingere l’acqua da bere.

Chiesa di San Sebastiano: San Rocco e San Giacomo, tela del 1720, autore Didomenico
Tela intitolata San Rocco e San Giacomo presso la chiesa di San Sebastiano

Altri elementi del quadro

Nel quadro in alto rispetto a san Rocco si trovano due angeli e la Madonna col bambino benedicente.  Ai piedi della Madonna, ritengo sia raffigurato un angelo che indica una scritta “Pater Filius et Spiritus Santus  Unus Deus Una Trinitas Una Substantia”: questo fa pensare che Rocco sia stato devoto della Santissima Trinità. Accanto San Rocco troviamo San Giacomo con gli occhi rivolti alla Madonna, raffigurato con il cappello a larghe falde tipico del viandante. San Giacomo è raffigurato con San Rocco perchè in Italia era molto popolare come patrono dei pellegrini.

Luisa Itria Santoro

Autore: Luisa Itria Santoro

Sono laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico e bibliotecario. Amo scrivere di storia delle chiese locali e traggo le notizie dall’importante Archivio della Chiesa Madre di Palazzolo, Scrivo da tempo anche per la rivista “Il saggio”, di Eboli. Mi piace scrivere recensioni di autori palazzolesi e siciliani, per questo ho seguito corsi di giornalismo. il più importante è stato il laboratorio di giornalismo culturale a Roma presso l’editore Giulio Perrone.
San Rocco e la chiesa di San Sebastiano ultima modifica: 2019-08-16T09:00:10+02:00 da Luisa Itria Santoro

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