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Tartufo di Palazzolo Acreide, la scoperta di Scrofani

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Il tartufo ibleo si trova, è vero, sui Monti Iblei ma è una scoperta tutta palazzolese. Per questo è anche chiamato proprio ‘tartufo di Palazzolo Acreide’. E se questo tartufo ormai è abbastanza conosciuto, forse non altrettanto conosciuto è l’imprenditore palazzolese Franco Scrofani, ‘padre’ di questa scoperta avvenuta ormai parecchi anni fa, addirittura nel 1975.

La prima volta

“Io e mio fratello Paolo eravamo solo dei ragazzini nel ‘75. Io avevo appena 13 anni”, ricorda Scrofani. “Giocavamo vicino a casa, in Contrada Bibbia, nei pressi di Palazzolo. Mio padre mi diceva sempre di non toccare mai funghi o simili perché poteva essere pericoloso. Io, in quel caso, feci esattamente l’opposto. Presi in mano quello che non potevo ancora sapere fosse effettivamente un tartufo. Ero troppo giovane e quella era la prima volta che trovavamo una cosa simile. Era molto diverso dai soliti e tanti bulbi di ciclamino, così ci incuriosimmo e lo portammo con noi per farlo vedere a tutti. Fu una cosa assolutamente casuale ma praticamente finì lì, perché sembrava un tartufo ma nessuno credeva lo fosse davvero”.

Franco Scrofani che ha scoperto il tartufo di Palazzolo Acreide
Franco Scrofani e Uno Dei Suoi Cani mentre cercano tartufi

Dopo tante vane ricerche…

Nel frattempo Franco si appassiona sempre più ai funghi e ai tartufi. Comincia a cercarli ma anche a leggere, studiare, informarsi. Si convince sempre più che quello trovato anni prima era davvero un tartufo e continua anche a cercarli, ma senza successo. “Un palazzolese, uno dei maggiori esperti di funghi a Palazzolo, anche se più in teoria che in pratica, mi diceva sempre che era inutile insistere perché tanto non ne avrei mai trovati. Ma io speravo di smentirlo”. Passa il tempo e Franco trova sempre e solo funghi. Di tartufi nemmeno l’ombra.

…la scoperta per la seconda volta

Fino al 1992. “Era il 25 aprile, io e mio fratello stavolta eravamo in Contrada Porticaletto, vicino all’allora casa di mio padre. Mentre lui raccoglieva una pianta per fare un bonsai, trovò questo “tubericchio”. <Ma questi non sono tartufi?>, mi chiese. Io all’inizio credevo fosse uno scherzo”. Invece era tutto vero. Erano di nuovo insieme, e quelli erano di nuovo, davvero, tartufi. Ma questa volta Franco e Paolo non sono dei ragazzini e non vogliono lasciarsi scappare un’altra volta questa occasione unica. “In genere dove c’è un tartufo, ce ne sono altri quindi cominciai a scavare come un archeologo e ne affiorarono due. Li odorammo ma uno non faceva praticamente nessun odore perché era ancora immaturo. Un altro si, era maturo, nonostante fosse solo aprile. Comunque li feci analizzare ed ebbi la prova che si trattava proprio di tartufi”.

Tartufi In Mano, come il tartufo di Palazzolo Acreide
Un’immagine di tartufi trovati nelle campagne

L’Associazione Micologica Bresadola di Palazzolo Acreide

Con un mio amico avevamo fondato l’Associazione Micologica Bresadola di Palazzolo. Da lì a poco, con questa nostra associazione, avremmo partecipato a Trento ad un comitato scientifico. Io non sarei potuto andare ma chiesi a chi sarebbe andato di portare con sé i tartufi. Là uno dei maggiori esperti al mondo di tarfuti, non ebbe dubbi. Fu sorpreso del fatto che li avevamo trovati in Sicilia ma ammise: “Possiamo dire ufficialmente che anche in Sicilia ci sono i tartufi! Sono scorzoni, solo che sono ancora immaturi”. Da quel momento iniziai ad andare in giro per tutta la Sicilia per capire dove si potessero trovare i tartufi e capire anche indicativamente la quantità. Feci varie escursioni, ma bisogna avere dei cani addestrati con sé per non fare danni e buche inutili. Loro fanno già la selezione del tartufo maturo. E questo è importante.

La Necessità di regole per il tartufo di Palazzolo Acreide

“Ho chiesto tante volte, negli anni, di regolamentare la raccolta dei tartufi per salvaguardare questo nostro tesoro”, ammette Scrofani. “Ho chiesto molte cose, in realtà, ma non ho trovato un pronto riscontro. Ci potrebbe essere maggiore collaborazione tra tutti noi. E si potrebbe esigere un riconoscimento ufficiale maggiore anche per il nostro paese. Io non ho mai pensato di aver trovato l’oro né voglio riconoscimenti personali ma è un peccato che questo tartufo venga conosciuto spesso come ‘il tartufo ibleo’ quando siamo stati noi palazzolesi ad averlo scoperto per la prima volta in assoluto in Sicilia”.
Poi se ne sono trovati anche sui Nebrodi, sull’Etna, sui Peloritani. Ma i primi a scoprire il tartufo siciliano sono stati effettivamente i palazzolesi.

Tartufo nero a forma di cuore trovato da Paolo Scrofani, tartufo di Palazzolo Acreide
Tartufo a forma di cuore trovato da Scrofani

Tra legno e tartufo di Palazzolo Acreide

“Io sono un imprenditore, ho una falegnameria ma, avendo la partita IVA, ho fatto la dovuta comunicazione alla Camera di Commercio per vendere tartufi. Posso farlo perché ho il tesserino di idoneità previsto dalla Legge. Oggi, comunque, fino a € 7.000,00, non è richiesta fattura. Io sono un vero appassionato. Cerco di rispettare le leggi, oltre che l’ambiente e la natura in tutto il suo corso. Per esempio, se non è periodo e i tartufi magari non sono ancora maturi, non li prendo affatto, come è giusto che sia. Molti, invece, si improvvisano cavatori facendo una raccolta selvaggia senza nemmeno conoscere le regole. Che sono ancora poche e ambigue, ma che forse finalmente stanno per essere formulate in modo più dettagliato”.

Le leggi sui tartufi

Franco Scrofani ha molto a cuore la legge sui tartufi, ci tiene a ripetere che è necessaria una regolamentazione maggiore al riguardo, altrimenti potremmo purtroppo perdere questo bene prezioso. Un po’ come una specie che potrebbe andare in estinzione se non salvaguardata.
Le leggi attualmente in vigore al riguardo sono in realtà confuse. Occorre avere il tesserino che viene pagato annualmente ma questo non garantisce nulla, purtroppo. È indubbio che ci sia un vuoto normativo in Sicilia. Sono necessarie nuove misure per la tutela e la corretta promozione del tartufo di Palazzolo Acreide.

Franco Scrofani con Assotartufai a Palermo per il convegno sui tartufi, tartufo di Palazzolo Acreide
Franco Scrofani con Assotartufai a Palermo per il convegno sui tartufi

Ad oggi l’unica normativa di riferimento è la legge quadro in materia di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi o conservati destinati al consumo in Italia (L. 16 dicembre 1985 n.752 n.d.r.). Nella Regione Sicilia è al momento attiva soltanto la legge che regolamenta la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei”.

Il DDL regionale sui tatufi e alcune proposte di Scrofani e Germani

“Ho partecipato il 2 aprile scorso al convegno che si è tenuto a Palermo, nella sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, sulle norme per tartufi e tartuficoltura che presentava il DDL regionale sul tema”, spiega Scrofani. “È un gran passo avanti perché ci sono, come cita proprio il titolo del disegno di legge, ‘Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio e tutela del consumo dei tartufi nella Regione Siciliana’. Ma io e Riccardo Germani, presidente nazionale dell’Assotartufai, l’Associazione Nazionale Tartufai Italiani, che eravamo presenti, abbiamo anche proposto delle modifiche per noi importanti. Soprattutto abbiamo chiesto integrazioni nell’ambito della raccolta di tartufi per scopi scientifici e di studio, in quello delle tartufaie controllate, sull’esercizio delle funzioni amministrative attribuite ai Comuni e su altre parti che ritenevamo importanti. Volevamo migliorare ancor di più questa legge che però sarà davvero tale forse tra uno o due anni, a voler essere ottimisti”.

Convegno Tartufi Palermo, tartufo di Palazzolo Acreide
Un momento del convegno sui tartufi a Palermo

Le speranze per il futuro

“Ciò che spero di più – racconta infine Franco Scrofani – è, oltre ad una regolamentazione dettagliata e rispettata, una maggiore collaborazione nel mio paese. E spero il nostro tartufo possa finire sempre più sui piatti dei nostri ristoratori perché fino ad ora solo in pochi lo utilizzano e promuovono davvero. È vero che si è provata, per esempio, la granita al tartufo e pare non sia proprio il massimo, ma il gelato al tartufo è buonissimo, l’ho assaggiato.

In cucina

E poi di piatti con il tartufo se ne possono fare tantissimi. A partire dal classico e semplice uovo fritto con tartufo sopra, ma sta bene anche su una bella vellutata di piselli, sulla carbonara, su piatti con il gorgonzola dolce. Ma io non sono chef, è solo che mangio tartufi da ormai quasi 30 anni. Gli chef sono altri e sanno meglio di chiunque come proporre il tartufo di Palazzolo Acreide. Di certo, non amo quando viene utilizzato ‘quell’olio al tartufo’ o ‘aromi vari’ che di tartufo in realtà hanno poco o nulla. Ma voglio essere fiducioso, il tartufo di Palazzolo Acreide avrà sempre più una degna promozione e il suo degno posto a tavola”.

Donatella Briganti

Autore: Donatella Briganti

Giornalista e ghostwriter. Credo nel potere catartico della scrittura, oltre che in quel “concetto etico del giornalismo” di cui parlava Pippo Fava. Amo scrivere e sentirmi utile scrivendo. Amo la positività, le notizie e i racconti che trasmettono qualcosa di bello, che emozionano e/o offrono un vero servizio pubblico.
Tartufo di Palazzolo Acreide, la scoperta di Scrofani ultima modifica: 2019-06-26T09:00:37+02:00 da Donatella Briganti

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