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I resti del Tempio della dea Afrodite a Palazzolo

gemellaggio tra palazzolo acreide e sicione - il teatro greco di Akrai

Quando si parla di Palazzolo Acreide, non si può non pensare al fascino della sua area archeologica. Grande testimonianza dell’attività dei greci in Sicilia, questo sito è caratterizzato dai resti di alcuni importanti edifici e monumenti. Uno di essi è il tempio di Afrodite.

Un edificio del VI secolo a.C.

I resti del tempio di Afrodite a Palazzolo Acreide si trovano sul piano immediatamente superiore alla latomia dell’Intagliata. Il tempio, chiamato Aphrodision in greco, del VI secolo a.C., aveva un estensione totale di m 18.30 x m 39.50. Dagli studi risulta che l’edificio doveva avere sei colonne sul prospetto principale e tredici su ogni lato. I pilastri, di stile dorico, erano caratterizzati da venti scanalature ed erano rastremate verso l’alto (il diametro, cioè, andava riducendosi in altezza).

Il teatro greco di Akrai

I triglifi, ovvero le decorazioni quadrate solcate da scanalature verticali, che si trovano nel fregio, la parte sottostante al frontone, erano caratterizzati da motivi a spirale in alto e a piccole palmette nella parte inferiore. Il ritrovamento di alcuni frammenti nel sito porta a pensare che la copertura del tempio fosse coronata da terracotte architettoniche, che rivestivano le parti lignee del tetto e del frontone. Materiale, quello della terracotta, che probabilmente fu utilizzato anche nella realizzazione delle sculture del tempio.

Il bouleuterion nell’area di Akrai

Del tempio, oggi, è rimasto ben poco. Come ci segnala lo studioso Luigi Bernabò Brea, infatti, dopo il terremoto del 1693, i blocchi del tempio furono impiegati per la ricostruzione degli edifici civili.

Afrodite, la dea greca dell’amore

Il culto della divina Afrodite, la dea nata dalla spuma del mare (celebre il dipinto del Botticelli), ad Ovest della Grecia ebbe la sua massima diffusione proprio in Sicilia. La costruzione del tempio di Afrodite a Palazzolo Acreide ne è la testimonianza. La regione fece da ponte nella diffusione del culto nella Penisola, fino all’affermazione successiva a Roma, dove i latini la chiamavano Venere.

Sandro Botticelli La Nascita Di Venere 1923x1200

La nascita di Venere, celebre dipinto di Sandro Botticelli

Afrodite era la divinità greca dell’amore, dove questo sentimento è inteso in senso lato (l’attrazione tra uomini, fra le parti dell’universo e l’istinto naturale di fecondazione e generazione). La potenza dell’amore, e quindi della dea, nella mitologia ha fatto breccia persino su Zeus, la divinità più potente di tutte. La dea è raffigurata spesso benevolente verso gli uomini, che spesso però nell’amore concesso trovarono la loro rovina. E’ il caso di Anchise, padre di Enea, amato dalla dea e poi reso cieco. Oppure nel più celebre rapimento di Elena, moglie di Menelao, re greco, da parte del troiano Paride. Tutto a causa del pomo della discordia, assegnato da quest’ultimo a Afrodite, che gli concesse l’amore della donna più bella del mondo, Elena, appunto, come ringraziamento. Come molti sapranno, questo risulterà il primo passo verso la sanguinosa guerra di Troia, vinta dai Greci, che portò alla distruzione del regno e del popolo troiano.

Venere Di Milo

La Venere di Milo, una delle più celebri statue greche

Un culto, quella della dea, quindi molto diffuso in antichità. Poiché nonostante usi e costumi completamente differenti, anche i greci e i romani sapevano che la forza più prorompente che spinge gli uomini è l’amore.

Luigi Bove

Autore: Luigi Bove

Amante della scrittura, dell’arte, del calcio e della vita. Filosofo mancato, sportivo mancato, studioso..mai stato. Mi piace scoprire i vari aspetti del mondo, restando sempre legato alla mia città, Caserta.

I resti del Tempio della dea Afrodite a Palazzolo ultima modifica: 2018-10-30T09:41:35+02:00 da Luigi Bove

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