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Un romanzo autobiografico: Là dove finisce il mare

romanzo autobiografico: Tempio della Madonna dell'Apparizione a Pellestrina

Un romanzo autobiografico narra un periodo della vita per come è stata vissuta e la racconta con la verità dei fatti. È vero ciò che Gesualdo Bufalino disse e cioè che “la storia non è solo quella conservata negli annali, bensì quella legata ad un luogo, in cui ciascuno di noi è stato consacrato”. Mentre Hemingway ritenne che “le migliori cose che si possono scrivere sono quelle che parlano di una terra che si conosce bene; che si ama e dove ci si sente a casa”. Per l’autrice di questo romanzo autobiografico, una nostra concittadina, Anna Paola Menetto Corsino, la terra che lei conosce ed ama è la sua città d’appartenenza: Pellestrina, anche se è nata ad Adria, in Veneto. La professoressa Anna Paola Menetto ha insegnato nella scuola Media di Palazzolo Acreide, dove ha trascorso la maggior parte della sua vita con il marito e i suoi tre figli.

Un romanzo autobiografico: i ricordi

Importanti sono le parole dell’autrice nella premessa: «I ricordi corrono volentieri là dove sono stati, dove abbiamo vissuto momenti particolari, dove abbiamo scandito le tappe più significative dell’esistenza. Se poi, da là vengono le radici della nostra famiglia, a pieno diritto siamo di quel luogo e quel luogo ci appartiene». Il libro è un lavoro della memoria. Il libro è un impegno di ricostruzione familiare affinché i tasselli, che si affollano nella memoria, non vadano perduti.

Romanzo autobiografico: la copertina del libro
Romanzo autobiografico: Anna Paola Menetto Corsino Là dove finisce il mare, Ibiskos Uivieri, Empoli, 2014 (Finalista al 10° concorso Autori per l’Europa 2013)

Un romanzo autobiografico e il luogo: Pellestrina

Questo luogo, nonostante il tempo trascorso, l’autrice lo sente sempre vicino. Pellestrina viene descritta dall’autrice con una ricchezza di dettagli vividi in grado di regalare al lettore una descrizione del luogo che sembra di vederlo. In certo qual modo Pellestrina ha una sua relazione con Siracusa riguardo le origini del suo nome. Il padre dell’io narrante le racconta che «Bisognava risalire ai tempi della dominazione greca in Sicilia. Devi pensare che a Siracusa, intorno al 380 a.c. c’era un tiranno Dionigi che conquistò Messina e l’Adriatico fino ad Adria vicino la laguna veneta. Proprio ad Adria il tiranno aveva mandato Filisto con lo scopo di scavare delle fosse he avrebbero messo in comunicazione il Canal Bianco con il fiume Po. Scopo di ciò era quello di entrare nella laguna da Chioggia e da Pellestrina.  Dal nome di Filisto, che divenne Philistina quindi, la cittadina acquisì il nome di Pellestrina».

Inserto Fotografico

L’autrice mette in evidenza e descrive dettagliatamente il Cantiere di famiglia e i parenti coinvolti. Importante anche la terminologia veneta che alle conclusioni del libro vengono tradotte in italiano. Il cantiere era un’area complessa “dove lo squero (cantiere navale), dice l’autrice, era un laboratorio di nuove creazioni, una specie di Sala da parto che ha il suo centro nella Sala Tracciato“. Interessante la descrizione del cantiere di un parente, Daniele. La percezione era diversa dai ricordi dell’autrice, pur avendo vissuto nello stesso tempo e nello stesso luogo. Questo derivava dal fatto che le esperienze erano diverse, perché i ruoli tra uomo e donna allora erano ben distinti.

La festa dell’Apparizione

Come ogni festa dei santi, anche a Pellestrina si festeggiava la Madre di Dio sotto il nome di Madonna dell’Apparizione. L’Apparizione risale al 1716 quando La Repubblica di Venezia era in guerra contro i Turchi. Il Senato di Venezia allora affidò l’esito della guerra pregando Maria Santissima. A Pellestrina la Vergine Maria apparve ad un ragazzo e gli parlò dicendogli che se si doveva ottenere la vittoria bisognava fare dire la messa per le anime del Purgatorio. Questo bisognava dirlo al sacerdote che in un primo momento non credette al racconto del ragazzo.

Romanzo autobigrafico: Madonna dell'Apparizione che si festeggia il 4 agosto a Pellestrina
In questo romanzo autobiografico viene descritta la festa della Madonna dell’Apparizione festeggiata il 4 agosto

La festa è il 4 agosto

Dopo ciò vi furono dei fatti miracolosi che riguardavano il quadro della Madonna. Il tutto descritto  con dovizia di particolari  attingendo alle cronache del luogo. La festa dell’apparizione avviene ogni anno il 4 agosto. Da bambina per l’autrice era un giorno speciale ma soprattutto di grande agitazione. Anche in questo luogo l’effetto del lavoro intenso per i preparativi era sotto gli occhi di tutti, come a Palazzolo quando si preparano le feste locali.

Un omaggio al padre e a Pellestrina

Il ripercorrere questi ricordi e averli scritti in questo romanzo, dice l’autrice vuole essere un omaggio: forse a Pellestrina, forse a suo padre. Entrambi “sono stati così uniti, hanno partecipato alla vita collettiva e privata l’uno dell’altra da formare una simbiosi”. Da questa simbiosi è nato il racconto delle personali radici familiari dalle quali è nata una pianta forte e vigorosa. Infatti questo libro è, come dice il critico lettera-rio francese Philippe Lejeune, un racconto retrospettivo in prosa che la professoressa Anna Paola Menetto fa della propria esistenza, quando ha messo l’accento sulla sua vita dell’infanzia e dell’adolescenza.

Un romanzo autobiografico: Là dove finisce il mare ultima modifica: 2020-04-02T09:00:00+02:00 da Luisa Itria Santoro

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