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Unesco, lo splendore delle chiese sedici anni dopo

La basilica di San Sebastiano a Palazzolo

Due chiese di Palazzolo simbolo della sua storia. Sono passati sedici anni dal riconoscimento Unesco di Palazzolo. Il comune è stato inserito con il Val di Noto tra i siti patrimonio dell’Umanità nel 2002. Un obiettivo importante raggiunto dal territorio, un riconoscimento da difendere.

Le due chiese

Il riconoscimento attribuito dall’Unesco parte dalle due chiese principali di Palazzolo. La basilica di San Paolo con la sua facciata barocca. La basilica di San Sebastiano con il suo stile neoclassico. In entrambi gli edifici si trova la targa che simboleggia il titolo acquisito. Un traguardo che in questi anni ha permesso a Palazzolo di incrementare le sue presenze turistiche.

La basilica di San Paolo vista con il nuovo senso di marcia

Un po’ di storia

Come riporta il volume “La Valle del Barocco Le città siciliane del Val di Noto Patrimonio dell’Umanità” le due chiese principali di Palazzolo sono esempi rappresentativi della ricchezza e del potere delle locali confraternite. A loro si attribuisce buona parte della ricostruzione dei monumenti sacri dopo il terremoto del 1693. Il sisma infatti fu devastante non solo per Palazzolo ma anche per le altre città del Val di Noto.

Il ruolo delle confraternite per la ricostruzione

Le confraternite ebbero un ruolo fondamentale in quel periodo. Sono loro a mediare con la Diocesi di Siracusa per il rilascio delle licenze necessarie per riparare gli edifici danneggiati. Inevitabile anche la lotta tra le varie confraternite per affermare la propria supremazia nel territorio. La competizione che si traduce nella ricchezza delle architetture e degli apparati decorativi, è anche un indicatore dei rapporti tra gruppi contrapposti della società del tempo. La società ne fu influenzata. La più conservatrice aristocrazia si identifica nel quartiere di San Paolo, e i nuovi ceti urbani (artigiani, commercianti, professionisti, nuovi proprietari terrieri) nel quartiere di San Sebastiano.

Sanpaolo

La chiesa di San Paolo a Palazzolo Acreide

Il lavoro della maestranze locali

Per la ricostruzione degli edifici vennero coinvolti capimastri e architetti attivi a Palazzolo. Gli interventi furono interessanti: caratteri architettonici elaborati e apparati decorativo-scultoreo di livello. La ricostruzione doveva quindi essere la testimonianza della rinascita del territorio dopo il devastante terremoto.

La Basilica di San Paolo

Costruita sulla vecchia chiesa di Santa Sofia, ha una facciata barocca a tre ordini con pronao, cadenzati da archi e colonne sormontate da capitelli corinzi. La facciata è piena di statue degli Apostoli. L’interno è a tre navate, con due absidi laterali. Si venera San Paolo patrono di Palazzolo.

La Basilica di San Sebastiano

Nel Centro storico di Palazzolo si trova la chiesa di San Sebastiano. La facciata barocca è opera di Mario Diamanti. L’interno è a tre navate, con due cappelle in corrispondenza delle navate laterali. Sulla volta della navata centrale si trovano tre grandi affreschi ottocenteschi. In sagrestia si può ammirare un enorme armadio con intagli e bassorilievi, attribuito ai Costa. C’è anche un organo costruito da Carlo Del Piano. Si venera San Sebastiano protettore del paese.

L'interno della basilica di San Sebastiano dopo il restauro

Federica Puglisi

Autore: Federica Puglisi

Giornalista professionista dal 2009, una laurea in lettere moderne e un master nel cassetto. Questa sono io: una passione profonda per la scrittura come per l’arte in tutte le sue sfaccettature. Collaboro da anni con varie testate giornalistiche locali e nazionali e amo raccontare dei luoghi e della gente. Mi occupo di comunicazione per enti pubblici e privati, ma sono poco incline alla “mania” dei social. Se potessi tornerei alla penna e alla carta, come si faceva un tempo.

Unesco, lo splendore delle chiese sedici anni dopo ultima modifica: 2018-12-01T12:13:31+02:00 da Federica Puglisi

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