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Vincenzo Messina e i suoi molteplici interessi

Vincenzo Messina: villa comunale

Un interessante articolo sulla figura di Vincenzo Messina, barone di Bibbia apparve sul giornale Il Diario del 26 aprile 1977. L’articolo, intitolato Vincenzo Messina, barone di Bibbia onorò Palazzolo con le sue poesie, è scritto da un giornalista palazzolese, Santo Gallo. Il barone Bibbia, da giovane, ricoprì le cariche più alte nel comune di Palazzolo e nella Provincia di Siracusa. In seguito Messina divenne Presidente della Commissione d’Antichità e Ispettore d’Antichità e belle arti.

Vincenzo Messina: Villa Comunale voluta dal barone
Villa Comunale ideata da Vincenzo Messina

Vincenzo Messina a Palermo

Nel 1848 Vincenzo Messina si trovava a Palermo dove conobbe Ruggero Settimo e Francesco Crispi. Qui, nel frattempo, scrisse la Fornarina. Ritornato a Palazzolo si dedicò ad opere utili, favorendo il commercio ed educando la gioventù. Inoltre nel 1855 si impegnò a costruire la villa comunale che “il Di Marzo, nella sua traduzione illustrata del Dizionario Topografico del D’Amico, segnala come il più bel ornamento di Palazzolo”. Nel 1860 il nostro barone costruì il Teatro (oggi non più esistente) dedicandolo a Vittorio Emanuele e nel 1868 fondò l’Accademia del Progresso. Alcuni dei soci più in vista furono il Cantù e il Tommaseo. Durante le conferenze accademiche Messina declamò le sue monografie Sugli incoraggiamenti dell’Agricoltura e sulle piaghe che ne impediscono il regolare sviluppo; Sul cattivo sistema di misurazione in Palazzolo e paesi circonvicini, per le conseguenze economiche che ne possono scaturire.

Poesie

Le liriche che  Messina riunì in un volume riguardano un profondo sentimento per la religione, per la patria e per la famiglia. Il Fisichella in un suo discorso sulle poesie del barone di Bibbia dice: «Le liriche ci danno un’incarnazione del Romanticismo e dell’Idealismo che chiamerei spiritualismo dell’Arte e che ci rivelano arditi voli di fantasia, vivezza d’immagine e colorito mirabile». Le liriche religiose dedicate A San Paolo Apostolo e A Maria Addolorata sono piene di sentimento sincero, umano e gentile. Santo Gallo scrive che “In generale da queste liriche il Bibbia ci si rivela poeta dalle forti affezioni”.

Vincenzo Messina: Villa Comunale voluta dal barone
Villa Comunale ideata da Vincenzo Messina

L’Adelasia

Nel XIX secolo era in voga un genere letterario: la novella in versi. Messina si inserì in questo filone letterario scrivendo l’Adelasia che come dice Francesco Corridore “è bello l’intreccio, in cui sono presentati come in una tela le tristi vicende di due amanti infelici. Il Bibbia, pittore di forti affetti, di fieri trasporti, di calda passione mette in rilievo il carattere di Adelasia”. La civiltà cattolica del 1868 parlò dell’Adelasia e del Barone scrisse che “vide lo scopo per ritrarre i tristi effetti di un matrimonio consigliato dall’amore”.

La figura di Vincenzo Messina

Francesco Corridore descrisse il barone Vincenzo Messina dicendo che “ebbe un corpo robusto, sembianze nobili ed espressive, linguaggio accentuato che le parole parevano pregne di pianto, di entusiasmo o di ira patriottica. A sentirlo parlare, si credeva di sentire legger un libro. Fu ricco di ingegno e di virtù”. Inoltre, disponibile nel dare consigli, Messina era un uomo senza invidia, lontano da odi e rancori. Oltre all’Accademia del Progresso fece parte di molte accademie siciliane. Morì in seguito al crollo della volta di una cisterna costruita presso il Giardino Pubblico. 

Vincenzo Messina e i suoi molteplici interessi ultima modifica: 2020-08-07T09:44:07+02:00 da Luisa Itria Santoro
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