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Vincenzo Teodoro: pittore, poeta, scrittore

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Tra i personaggi palazzolesi dei nostri tempi è importante ricordare Vincenzo Teodoro, nato a Palazzolo Acreide nel 1927. Teodoro, quindi di origini siciliane, è vissuto a Roma dove è stato insegnante di disegno ed anche funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione. Egli, fin da giovane, sognò di ravvivare il passato classico di Palazzolo «per dare impulso a tutte quelle soluzioni essenziali, dice Lui, atte ad attenuare il distacco tra popolo e problemi artistici». Il suo paese pieno di storia gli ricorda «l’immagine colorata della sua infanzia quando, fantasia e realtà rimangono fuse in un rapporto inscindibile di forme, di luci, di colori». Uno studioso che non è rimasto insensibile al fascino del passato che come Lui stesso scrive “rifiorisce in mente le memorie e le reminiscenze che lasciano dei segni nella vita quotidiana”.

Un primo piano di Vincenzo Teodoro
Vincenzo Teodoro, pittore, poeta di origini palazzolesi è vissuto a Roma

Vincenzo Teodoro e le sue vocazioni

Le due vocazioni principali che di Vincenzo Teodoro si possono mettere in risalto, riguardano la didattica e il sociale. Queste potevano essere espresse nel  rivalutare il patrimonio artistico locale. Interessante a riguardo è lo studio su Antonello da Messina e L’Annunciazione di Palazzolo Acreide. Su quest’argomento Teodoro si era soffermato varie volte, anche attraverso disegni e servizi “con la prospettiva di fare entrare l’arte nella cronaca paesana”.

Vincenzo Teodoro pittore

Il dono principale di Vincenzo Teodoro è  la pittura. La formazione estetica, dice Teodoro, “è esperimentazione di segno e di colore, rapporto inscindibile di forme e di contenuti che si incontrano e si combinano per rendere fantastica e lirica la realtà che ci divora”. Un importante percorso di Teodoro è l’aver seguito una “Scuola libera del Nudo”. La scuola è stata un momento in cui definiva più marcatamente il suo linguaggio. E poi “sensibilizzava, inoltre, la propria coscienza sulla validità umana della cultura, percepita come ricerca utile, funzione psicologica e umana”. I temi che Teodoro preferiva riguardavano i vagabondi, gli emarginati, i martiri e i perseguitati. Diceva infatti Teodoro: «io vivo guardando nell’animo la gente umile e, in faccia, il povero “disgraziato”(nel senso meridionale della parola). La folla anonima della metropoli dove le immagini umane si staglino come alberi stecchiti di un paesaggio brullo».

Opere pittoriche

Le pitture come “Un massacro per nulla”(1971), “La Rissa”(1977), “La violenza” (1978) manifestano in Teodoro dei valori. Essi ebbero poco a che fare con la spensieratezza  giovanile che si può leggere in “Per tre notti alle due” del 1958. In una sua opera drammatica “I Lupi” del 1966, l’autore comincia ad imprimere sul volto dei suoi personaggi un temperamento più aggressivo e più feroce. Questo derivava dalla delusione di “quanto sia impotente l’arte a migliorare la cultura di certi ambienti e come sia incapace di scuotere tutto quel mondo negato alle inflorescenze estetiche”.

Vincenzo Teodoro, Castello Medievale-ruderi del castello, del 1974 , acrilico
Vincenzo Teodoro dipingeva: acrilico del Castello Medievale del 1974

Gli scritti

Numerosi i suoi scritti e articoli su varie riviste fra i quali importante è L’Annunciazione Antonelliana e le pitture dei secoli successivi (l’Aretuseo, Siracusa, 4/1/1969). Ha curato vari articoli illustrati su ricerche storico- artistiche, pubblicati su riviste quali La Sicilia, L’Aretuseo, La tecnica della Scuola, Il Corriere di Sicilia. Il suo libro intitolato “Palazzolo. Tra realtà e leggenda”, riguarda la storia di Palazzolo.

I premi

Espose le sue pitture in numerose rassegne locali ed internazionali, vincendo svariati ed importanti premi dal 1968. Uno tra i più importanti “Il Campidoglio d’Oro”, dell’editrice romana “Il Campidoglio” nel 1975. Nell’opera in chiaroscuro presentata si evince, come è stato scritto in un articolo della Sicilia del 20 luglio 1975, che “il pessimismo, lo sconforto e l’affanno per l’umanità avvilita siano la spia di meditazione e di rivolta nell’innata vocazione dell’autore”. Inoltre Teodoro al Concorso “Alma Roma”, di poesia, narrativa e saggistica nel 1975 ha vinto un premio. Si tratta della Medaglia d’argento ed acquaforte originale in qualità di saggista, con lo studio inedito “Sicilia Artistica”.

Vincenzo Teodoro poeta

Vincenzo Teodoro fu anche poeta. Ne cito una in dialetto siciliano: Se refriggèriu cerchi e la surgenti /della divina gràzia dissintanti/lu Terminillo è cca pocu distanti./Espostu a li bagliuri di punenti…/ li peni cchiù caotici all’istanti/tra Leonessa e Vindoli la menti/da l’animu cancella/ Poi sboccia l’Agrifoglio e fa presente i suoi programmi artistici e brillanti/ festose cerimonie per la gente../ E le serate passi come tanti/ che circondati sono dai parenti / e fiduciosi pregano i Santi.

Luisa Itria Santoro

Autore: Luisa Itria Santoro

Sono laureata in Conservazione dei beni culturali, indirizzo archivistico e bibliotecario. Amo scrivere di storia delle chiese locali e traggo le notizie dall’importante Archivio della Chiesa Madre di Palazzolo, Scrivo da tempo anche per la rivista “Il saggio”, di Eboli. Mi piace scrivere recensioni di autori palazzolesi e siciliani, per questo ho seguito corsi di giornalismo. il più importante è stato il laboratorio di giornalismo culturale a Roma presso l’editore Giulio Perrone.
Vincenzo Teodoro: pittore, poeta, scrittore ultima modifica: 2019-07-29T09:00:01+02:00 da Luisa Itria Santoro

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