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Ognissanti e la tradizione delle festa dei morti

Siracusa Frutti Di Pasta Di Mandorle Foto Giovanni Dall'orto

La tradizione di commemorare i defunti si ispira ad un rito bizantino. Ma nella chiesa latina, il giorno di Ognissanti, si fa risalire al 998 e all’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny. Infatti la riforma cluniacense istituì che per commemorare i defunti, le campane dovevano suonare rintocchi funebri dopo i vespri del primo novembre e il giorno dopo doveva essere celebrata la messa pro requie omnium defunctorum. Precedentemente questa pratica si svolgeva soltanto nelle abbazie cluniacensi, poi si sviluppò in tutta la Chiesa universale.

Ognissanti: La tradizione nella Chiesa Universale

Questa festività si unisce  alla verità di fede nella comunione dei santi, nella remissione dei peccati e nella resurrezione della carne, come afferma il Credo Apostolico. Il rituale romano, al capitolo Benedizione delle Tombe nella Commemorazione dei Fedeli Defunti, dice:« In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. È opportuno celebrare la messa con il rito della benedizione».

Le tradizioni in Sicilia e a Palazzolo

Luigi Lombardo, nel suo libro La provincia di Siracusa e le sue tradizioni popolari scrive che “un tempo in questo giorno il popolo si dedicava alla veglia presso la tomba dei cari estinti. La veglia cominciava all’alba e si prolungava fino a notte inoltrata”. Inoltre accadeva che per non lasciare la tomba abbandonata, “si mangiava nei suoi pressi, come usavano fare i greci antichi. Il pasto comunitario presso la tomba era il segno del riaffermato legame morte-vita”.

Ognissanti: cavallino a dondolo
cavallino a dondolo Si regalava per i morti (https://it.wikipedia.org/wiki/Cavallo_a_dondolo)

Ognissanti: I doni nella notte tra il 1° e il 2 novembre

La tradizione dei doni ai fanciulli nella notte tra il primo e il due novembre, è una tradizione tipica del Sud. Al Nord i doni ai fanciulli vengono dati nel giorno di Santa Lucia. Il Pitrè scrive che una credenza popolare fa sì che nella notte tra il giorno di tutti i Santi e il giorno della commemorazione dei defunti “i morti lasciano la loro paurosa dimora e scendono in città a rubare ai più ricchi pasticcieri, mercanti ecc., dolci, giocattoli, vestiti nuovi, e donare ai fanciulli che sono stati buoni e li hanno pregati”. La preghiera fanciullesca, oltre il Padre Nostro e altre orazioni, era questa: Armi santi armi santi/iu sugnu una e vuatri siti tanti/Mentri sugnu ‘ntra stu munnu di guai/Cosi di morti mittiminni assai.

I doni ai bambini

Un tempo i doni regalati ai bambini, come scrive Luigi Lombardo erano “il carrettino di legno con il cavallo in cartapesta. Bamboline di pezza, le casette delle bambole. Inoltre i morti lasciavano ai bambini fuori dalla porta e dentro le scarpe, frutta di mostarda e cotognata, frutta di pasta reale. Nello Blancato, in un suo articolo apparso nel Corriere degli Iblei del 2004 intitolato Quando i morti portavano i doni, ci tramanda che i bambini ricevevano anche “bambole di paglia, di segatura, cucine automobiline a molla, fucili a tappo, spade e Ciccupeppi”.

Ognissanti: Altre tradizioni

Continua Luigi Lombardo “il fidanzato regalava alla fidanzata un pupo di zucchero o canestrini di dolci detti ossa di muorti. In segno di devozione a Palazzolo veniva consumata la pasta con le noci ( la noce come ogni frutto seme rinvia ai morti)”. La festa dei morti era l’inizio dei giochi familiari che si concludevano nel periodo natalizio, “secondo una precisa liturgia del gioco”. Infine il Pitrè nel 1881 scrisse: «i morti non sempre entrano nelle case, ma lasciano il dono alle porte e alle finestre, per lo più entro le scarpe se i bambini appartengono al popolo basso».

Ossa Di Morto (da https://blog.giallozafferano.it/ilcaldosaporedelsud/ossa-morto-siciliani/
Ossa di Morto (da https://blog.giallozafferano.it/ilcaldosaporedelsud/ossa-morto-siciliani/)

Ricetta del dolce Ossa di muorti

Ingredienti per la preparazione di questi dolci tipici del giorno in cui si festeggiano i nostri defunti: 300 g. di farina; 300 g. di zucchero; 75 ml di acqua; cannella e chiodi di garofano. Preparazione: versare in un pentolino lo zucchero, l’acqua e i chiodi di garofano mescolarli e portarli a ebollizione. Dopo l’ebollizione togliere il pentolino dal fuoco e aggiungere la farina mescolata con la cannella un poco alla volta, fino a rendere omogeneo tutto il composto. Lavorare l’impasto fino a formare un filone spesso due cm. Il filone di pasta si deve tagliare a tocchetti di 4 cm e si deve dare loro forma di ossa. Lasciare asciugare, possibilmente al sole, questi dolci.

Metterli poi in un a teglia e in forno a 180°C il tempo necessario (circa 10-15 minuti)affinché lo zucchero si sciolga e formi una base caramellata scura e dura in contrasto con la parte bianca superiore friabile. Lasciarle raffreddare prima di mangiarle.

Ognissanti e la tradizione delle festa dei morti ultima modifica: 2021-11-01T09:00:00+01:00 da Luisa Itria Santoro

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