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Suor Ludovica e la sua profonda scelta di vita

Suor Ludovica ha preso i voti perpetui

In molti a Palazzolo la conoscono per la sua vivacità, simpatia ma anche per la sua semplicità. E qualche anno fa stupì non poco la sua scelta di vita. Abbandonare tutto, la sua Palazzolo, la sua Sicilia per diventare suora. Un percorso significativo e lungo che con determinazione l’ha portata al traguardo tanto atteso: la professione perpetua. Lei è suor Ludovica Lantieri. Ha 33 anni e lo scorso 26 luglio ha preso i voti perpetui. Cosa significa questo traguardo e soprattutto quale sia stato il suo percorso di fede se lo saranno chiesti in  tanti. Allora abbiamo pensato di intervistarla e di farci lasciare anche un messaggio per i giovani.

La celebrazione dei voti perpetui
Un momento della professione perpetua

Suor Ludovica, raccontaci un po’ di te

Ho 33 anni e vengo da Palazzolo. Sono diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Sono suora da 9 anni e ho fatto i voti perpetui il 26 luglio del 2020. Ho vissuto per 8 anni a Vicenza e poi altri 5 a Roma. Adesso aspetto che la mia madre generale mi dia l’obbedienza. Quindi ancora non so dove andrò a vivere”.

Suor Ludovica e il suo percorso di fede iniziato da giovanissima

Da sempre attiva nella sua parrocchia di Sant’Antonio Abate a Palazzolo, suor Ludovica faceva la catechista e l’animatrice di Azione Cattolica. “Avevo il desiderio – aggiunge – di esser attiva anche in diocesi. Ogni opportunità la coglievo al volo. Non mi sono mai fissata solo con la devozione alla mia parrocchia. Ma ho sempre cercato qualcosa che mi desse pienezza, anche in altre parrocchie o realtà. Durante un pellegrinaggio alla Madonna delle Lacrime, il 29 agosto del 2005, durante la celebrazione eucaristica alla fine del pellegrinaggio, ho sentito proprio che il Signore mi chiamava. Mi chiedeva di fare della mia vita un dono per gli altri. E soprattutto me lo ha fatto capire attraverso le parole del nostro arcivescovo di allora monsignor Costanzo”.

Suor Ludovica durante la professione perpetua
La celebrazione del 26 luglio

Il percorso di ricerca di suor Ludovica

E da lì è cominciata la sua “entusiasta ricerca della verità, di quello che voleva il Signore da me”. “Ho cercato di capire – spiega – se quella che sentivo era soltanto una mia fantasia o la sua volontà. Se era veramente la chiamata di Dio. Mi sono fatta aiutare dal mio parroco e da persone che comunque avevano più esperienza di me. La mia strada è stata indirizzata verso delle congregazioni di vita consacrata, non di vita claustrale. Perché non mi sento fatta per la vita esclusivamente contemplativa.

Ho allora fatto diverse esperienze e ho sentito che il Signore voleva proprio questo da me. Ho allora intrapreso il Postulato il 19 ottobre del 2007 nella Congregazione delle suore maestre di Santa Dorotea figlie dei Sacri Cuori. E’ durato un anno e mezzo. Ho poi approfondito il percorso nei due anni e mezzo di Noviziato dal 24 giugno 2009 fino al giorno della mia professione l’8 settembre del 2011. Durante il noviziato ho fatto un percorso di approfondimento e di ricerca, sia sulla chiamata mia personale, che di storia della congregazione, del Carisma”.

Suor Ludovica e la sua famiglia
La famiglia della giovanissima suora

Una scelta semplice o difficile quella fatta?

E’ stato semplice ma anche difficile. Andare in un posto completamente diverso dalla Sicilia, in Veneto, è stato un po’ traumatico. Però allo stesso tempo un arricchimento, perché mi ha permesso di aprire un po’ le mie vedute che magari sarebbero state limitate rimanendo a Palazzolo. La cosa che mi ha dato la forza di andare avanti sempre è stata la chiamata di Dio. Questo amore che ho sentito, che voleva profondamente che io fossi sua e donassi tutta la mia vita in questo progetto d’amore.

Quindi le difficoltà ci sono state. Non solo a livello culturale. Non è una scelta semplice, non è una scelta che si fa in poco tempo. E’ pensata, come tutte le scelte. Ma non punterei tanto sulla rinuncia ma appunto sulla scelta. E’ normale che quando uno fa una scelta le altre cose che sono al di fuori di essa vengono messe da parte. Ma la profonda consapevolezza di essere veramente chiamata da Dio, mi ha dato una forza incredibile. Mi ha fatto superare anche le difficoltà. Come quando si ama una persona e si scoprono le difficoltà o i piccoli difetti”.

La lontananza dalla famiglia e da Palazzolo come è stata vissuta?

Pensavo peggio, però io sono sempre stata appoggiata dai miei – racconta Suor Ludovica -. Nonostante magari questa scelta non era proprio del tutto compresa e tutt’ora ci sono delle cose difficili da comprendere. Ma proprio perché chi non ha fatto la scelta, chi non ha sentito la chiamata, fa fatica a capire. E questa è una cosa normalissima. Questo mi ha dato la forza di stare lontano dalla mia famiglia. In questo tempo così di vita vissuta nel Signore, mi sono accorta che comunque posso essere lontana da casa e accanto ai miei in maniera diversa. Quindi esserci lo stesso.  E poi questa mia scelta mi fa diventare un punto di riferimento per qualcuno della mia famiglia, degli amici che ho a Palazzolo o dei miei coetanei. Anche se ovviamente ci sono dei momenti in cui sento la mancanza. Ma questo è normale”.

Cosa è cambiato in suor Ludovica con la professione perpetua?

Dalla prima professione alla professione perpetua a livello di scelta di cuore, di scelta personale, non cambia moltissimo. Io quando ho fatto la professione l’8 settembre del 2011 l’ho fatta per sempre. Cambia a livello giuridico, cioè all’interno della congregazione nei ruoli che abbiamo. Posso fare delle cose che prima non potevo fare. Con la professione perpetua ho confermato in maniera molto più consapevole la scelta che comunque nel 2007 avevo fatto. Avendo comunque davanti negli occhi, nella mente dei riferimenti di una vita vissuta veramente come avrei voluta viverla. Ho molta più esperienza adesso”.

Quale futuro adesso per suor Ludovica?

Ho detto “Eccomi Signore” e mi sono donata tutta a lui. Quindi sono nelle sue mani. Vorrei continuare gli studi facendo la specialistica, sempre a livello artistico. Magari usando l’arte per tirar fuori dal cuore della gente il positivo. Usare l’arte in maniera evangelica”.

Suor Ludovica e la festa a Palazzolo
La festa che si è svolta al rientro della trentatreenne a Palazzolo

Il messaggio da lasciare per i giovani? 

E vero che oggi è sempre più difficile trovare qualche giovane che creda veramente in Dio – sottolinea suor Ludovica -. Non è facile, però io sento che ultimamente c’è un desiderio profondo di spiritualità, e una sete profondissima di Dio. Ma spesso si vuole Dio come lo vogliamo noi. E si cade nella religione fai da te. Ma ci sono anche tanti giovani impegnati. Ai giovani vorrei dire di non smettere mai di cercare. Di non accontentarsi mai di una risposta semplice.

Soprattutto di non accontentarsi di una risposta, perché a volte le grandi domande della vita non hanno risposte. Ai giovani direi di lasciarsi interrogare e lasciare che il mistero abiti in ognuno, insieme alla concretezza della vita. Accettare che nella vita ci sono delle cose che non ci possiamo spiegare, perché sono e rimangono un mistero per tutti.  Che nessuno ha le risposte a portata di mano e che siamo tutti in cammino, anche noi che abbiamo fatto la scelta. E stiamo cercando di vivere nella verità di Dio. Quindi mai smettere di cercare, di scoraggiarsi o fermarsi all’apparenza”.

Suor Ludovica e la sua profonda scelta di vita ultima modifica: 2020-08-28T09:00:00+02:00 da Federica Puglisi
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