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Don Salvatore Randazzo si insedia a San Sebastiano

Don Salvatore Randazzo

Dopo tredici anni ha lasciato una parrocchia, quella di San Michele, che ha guidato con passione e servizio. Una comunità che ha fatto crescere spiritualmente nella fede. Adesso è stato chiamato dall’arcivescovo di Siracusa a guidare la parrocchia di San Sebastiano, prendendo il posto di don Angelo Caligiore. Domenica, 31 maggio, don Salvatore Randazzo prenderà possesso della parrocchia, celebrando la sua prima messa con la partecipazione anche degli altri rappresentanti del clero. La messa sarà celebrata alla presenza dell’arcivescovo monsignor Salvatore Pappalardo. Don Randazzo ha 46 anni ed è originario di Canicattini. Abbiamo allora pensato di intervistarlo per tracciare un bilancio di quanto fatto in questi anni alla guida della parrocchia di san Michele e soprattutto facendoci un po’ raccontare quali sono le aspettative, le paure, per questa nuova esperienza.

Don Salvatore Randazzo con i parrocchiani per la Festa di San Michele
Un momento della festa di San Michele

Don Salvatore Randazzo dopo un lungo servizio nella parrocchia di San Michele, con quale spirito si appresta a questo nuovo incarico?


“Mi accingo a questo nuovo incarico che l’arcivescovo mi ha affidato con più consapevolezza. L’eredità lasciata da don Angelo è molto importante, perché un’eredità di 48 anni. E sicuramente una traccia indelebile al cuore della comunità e della parrocchia di San Sebastiano. Un’eredità attraverso cui padre Angelo con la sua umanità ha cercato di annunciare il Vangelo e di farsi vicino ad ogni persona”.

Un’eredità importante quella lasciata da don Angelo. Quali le paure, don Salvatore Randazzo, se ci sono

“Non ho molto paure. Perché già conosco la realtà palazzolese che fondamentalmente è una realtà serena.

La chiesa di San Michele dove è sttao parroco don Salvatore Randazzo
Una celebrazione nella chiesa di San Michele

Nel solco della tradizione delle feste di Palazzolo, guiderà anche il comitato di san Sebastiano. Cosa si aspetta?

“Le feste per Palazzolo sono una grande risorsa. Una grande opportunità, oltre che una tradizione importante. Dal comitato di San Sebastiano mi aspetto molta collaborazione e credo che già ci sia.  Si dice che il buon giorno si vede dal mattino. Come ho fatto già con il comitato di San Michele cercherò naturalmente  di canalizzare tutte le energie a far si che queste feste siano fatte con amore, con passione. E soprattutto che le feste corrispondano ad un vero e profondo senso religioso nei confronti dei santi. Che non diventino solo dei contenitori vuoti, ma che invece rispecchino il sentire profondo della fede popolare”.

Ha già in mente cosa farà in parrocchia? Previsti incontri e programmazione, anche se siamo ancora in fase di emergenza Covid?

“Non posso dire cosa fare in parrocchia, perché mi devo mettere innanzitutto in ascolto di questa comunità. Cercare di cogliere quelli che sono i bisogni, le necessità di questa comunità. Sicuramente di vivere una spiritualità molto profonda che ci porti al cuore della fede cristiana, della vita cristiana. Che possa poi esprimersi nella liturgia, nella formazione della catechesi e nel servizio al territorio e alla comunità”.

Le immagini di Don Savatore Randazzo a San Michele
Alcuni particolari della vita comunitaria di San Michele

Si devono a lei i concerti all’alba al quartiere Lenza. Resteranno?

“I concerti all’alba innanzitutto ribadisco non sono legati ad una esperienza parrocchiale. Sono stati pensati da me non nel ruolo di parroco, di sacerdote, ma come semplice cittadino abitante del quartiere Lenza. Per valorizzare questo posto che è molto bello. Per far capire a tutti il tesoro prezioso che abbiamo nelle nostre mani, che è Palazzolo, che dobbiamo custodire, mantenere pulito e amare sempre di più”.

Quale messaggio vuole lasciare ai suoi ex parrocchiani?

“Ai miei ex parrocchiani dico un grande grazie. Perché se ho potuto fare tante cose è stato grazie a loro, al loro impegno, alla loro passione. Soprattutto a come mi hanno accolto e amato. San Michele è una parrocchia straordinaria. Dove c’è una grande sinergia, una armonia, la capacità di comprendersi anche senza parlare, attraverso gli sguardi, la presenza. Una parrocchia che ha lavorato sempre nel silenzio, ha parlato poco ma fatto tanto. Grazie a tutti, ognuno ha fatto la propria parte, ha dato qualcosa per amore a Cristo e alla Chiesa”.  

Don Salvatore Randazzo si insedia a San Sebastiano ultima modifica: 2020-05-29T09:00:00+02:00 da Federica Puglisi
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